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Mods, il fratello maggiore del Dvd

Scritto da Antonio Munari

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Ha l’aspetto di un digital versatile disc e ne condivide funzionalità e costi di produzione. Il suo tratto distintivo sta però nella capacità di archiviare una mole di dati di gran lunga superiore. Un terabyte, per l’esattezza
Assomigliano in tutto e per tutto ai Dvd in commercio e anche i loro costi di produzione sono del tutto comparabili. Eppure, sono in grado di archiviare una quantità di dati notevolmente superiore, equivalente a quella contenuta in un centinaio di dischi tradizionali.
Sono i Mods (Multiplexed optical data storage), dischi ottici di nuova generazione che, pur conservando la piena compatibilità con gli attuali lettori di Dvd e di Cd, hanno alla loro base una tecnologia tanto innovativa quanto semplice: in pratica, nella variante Mods i “pit” e i “land” con cui vengono codificati i bit nei dischi ottici possono riflettere il laser con 330 angolazioni differenti, a ognuna delle quali può far capo una porzione di informazione propria.
In questo modo, in ognuna delle unità di codifica la quantità di informazione può essere più elevata (fino a un terabyte) di quella che può essere contenuta nei dischi attuali.

Secondo gli ideatori della tecnologia, cioè un team di ricercatori dell’Imperial College di Londra, a breve verranno realizzati i primi prototipi in grado di contenere fino a quasi 500 ore di contenuti video con qualità Dvd.
Per una loro eventuale produzione su larga scala occorrerà attendere ancora qualche anno: a seconda dei fondi che verranno erogati per finanziare il progetto qualcosa di concreto potrà vedersi nel 2010 o, nel peggiore dei casi, intorno al 2015.

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