Gentili utenti vi informiamo che il team di MyTech si è spostato sul canale Hitech & Scienza di Panorama.it

      non hai uno username? regìstrati   /   recupera la password

apple / google / microsoft
unmapped

Per Microsoft l’ora della difesa più difficile

Scritto da Guido Sintoni

Internet in Europa
Davanti alla Corte di giustizia europea prende il via il tentativo di evitare la multa più salata della storia hi-tech. Il paradosso è che dalla necessità di uscire con uno Windows ridotto, Redmond può trarre altre opportunità di business
Tra una sanzione da mezzo miliardo di euro e l’obbligo di uno Windows senza i componenti multimediali, la ragion di stato nel quartier generale di Microsoft impone una scelta dolorosa: piegarsi alla decisione della Corte di Giustizia europea. Accaparrandosi allo stesso tempo, visto che l’occasione è ghiotta, un buon consenso delle parti con dichiarazioni all’apparenza remissive e pacate.
Meglio quindi preparare una versione di Windows senza i componenti che le sono valsi una sanzione da mezzo miliardo di euro che dovere pagare sul serio (la somma è già stata versata, ma è bloccata fino alla decisione sull’appello presentato da Microsoft) un simile salasso alla Corte di giustizia europea.

Bill Gates contro tutti
» Cronistoria di una sentenza
Il filo conduttore è sempre lo stesso: abuso di posizione dominante.
Microsoft ne ha già risposto sei mesi fa, incassando la multa più elevata mai decisa dal gruppo di lavoro capitanato da Mario Monti, il commissario che ha guidato l’inchiesta comunitaria.
Visto che la sanzione erogata sfiora il 2% dell’intero volume d’affari mondiale di Microsoft, una marcia indietro strategica si è evidentemente resa necessaria, al pari di una campagna mediatica improntata a dichiarazioni prudenti: “Rispetteremo la decisione della Corte qualunque possa essere, e abbiamo investito molto tempo, risorse e sforzi in questi mesi per poter rispettare il verdetto”, ha infatti commentato il legale Microsoft Brad Smith.
La chiave di lettura è semplice: legare il contrattempo a nuove opportunità di business accompagnate da modalità di promozione in parte inedite. In quest’ottica è difficile non legare la necessità di creare uno “Windows ridotto” all’idea di lanciare Windows Starter Edition, un sistema operativo specifico per paesi in via di sviluppo.

Non solo. Se ci si chiede come mai Windows Media Player sia così importante, la risposta più immediata è che Microsoft crede da tempo a una versione del sistema operativo in grado di equipaggiare vere e proprie stazioni di entertainment domestico di elevato livello, e non ha visto modo migliore di preparare l’utenza concedendone una ricca anteprima sul proprio prodotto più diffuso: Windows.
Media Player è stato da questo punto di vista una testa di ponte verso qualcosa di ben più ricco, che - proprio perché tale - ha sollevato il malcontento di molti concorrenti di Microsoft.
Il commento che uno fra i massimi esperti di software libero e aperto ha rilasciato in forma anonima a MyTech è, in proposito, molto tagliente: “Crere assuefazione per poi lanciare Windows Media Center sui set-top box: ma non doveva essere la televisione, secondo qualcun altro, l’arma finale?”
No comment da parte di Monti: l’ex Rettore dell’Università Bocconi si è limitato a sottolineare che bisognerà aspettare il termine delle audizioni per un giudizio concreto. Ed è facile prevedere che la notte sarà per molti insonne in quel di Redmond.

Commenti   (Inserisci un commento)

Ancora nessun commento.

Effettua il login