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Personal computer: Idc è ottimista a metà

Scritto da Roberto Carminati

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Il mercato dei Pc continua la sua altalena, zavorrato stavolta da un consumer meno disposto a spendere che in passato. Il prossimo futuro è roseo grazie a un secondo semestre 2004 in crescendo. Altre nubi sono attese per il 2005
Gli analisti di International Data Corporation hanno ritoccato le proprie previsioni sulle vendite complessive di personal computer nel corso del 2004.
In precedenza fissato attorno al 13,5%, il tasso di crescita delle consegne è stato adesso spostato verso un +14,5% sul 2003, per un totale di 176 milioni e 500 mila unità commercializzate.

I numeri dell’hi-tech
Previsioni e risultati
Dietro l’inaspettato picco starebbe l’utenza business - con la sua già menzionata corsa al replacement dopo la paura del Millennium bug - più di quella consumer, destinata invece a spendere meno: nella seconda metà dello scorso anno gli acquisti da parte dei privati erano volati a +20%, mentre quest’anno miglioreranno di nove punti soltanto.
Al contrario, la spesa aziendale registra il passo più spedito sin dalla metà del 1999: nel secondo trimestre le imprese hanno comprato per il 17% in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa, bilanciando così gli effetti della doccia fredda in arrivo dall’utenza casalinga.

« Pc: focus sui (super)portatili

Idc si mostra più pessimista quando passa ai pronostici per il futuro. Ha già provveduto a tagliare la previsione di crescita da +10,7 a 10,5% per il 2005 e crede che nei prossimi anni l’incremento delle vendite resterà a una sola cifra. Per esempio, il già citato mondo consumer crescerà soltanto dell‘8,7% nei 12 mesi a venire.
Secondo la società di Framingham nel Massachusetts l’ago della bilancia è il mercato statunitense: altrove, hanno specificato gli esperti riferendosi all’Europa, i miglioramenti sono stati e saranno più marcati, ma gli Usa rappresentano comunque la porzione più sostanziosa del panorama Pc e ne influenzano andamenti e umori. Così, con un fronte nordamericano destinato a calare al 5,7% di crescita dal 17,3% del 2003, un possibile scivolone delle altre economie è da mettere senz’altro in conto.

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