Sony, retromarcia sui Cd protetti
Cambio di strategia sul fronte della gestione dei diritti digitali Per evitare lo scontro con Philips? - Digital life: tutte le notizieLa divisione giapponese Music Entertainment di Sony ha recentemente dichiarato di voler rinunciare all’uso del proprio sistema di protezione anticopia Label Gate. La tecnologia Label Gate, introdotta nel gennaio del 2003, impediva inizialmente ogni tipo di uso su computer dei Cd Sony ma era stata in seguito modificata per permettere la riproduzione di versioni compresse dei brani.
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Le ragioni addotte per il ritorno al normale formato Cd audio sono di varia natura: da un lato la crescente sensibilità e consapevolezza del pubblico nei riguardi del copyright; dall’altro la preoccupazione dell’azienda di rispettare lo standard di riproduzione dei compact disc musicali.
Dal canto proprio l’utenza non ha affatto gradito le limitazioni poste dal sistema di gestione dei diritti digitali, sul quale pende sempre lo spettro del ricorso alle vie legali.
Le preoccupazioni manifestate da Sony sui Cd “protetti” risultano in sintonia con le affermazioni di molti fra associazioni di consumatori e attivisti, che hanno denunciato in passato questo tipo di supporti non solo perché ingiusti e penalizzanti per gli acquirenti in buona fede ma anche perché non aderenti allo standard “Compact disc digital audio” stabilito da Philips. Quella stessa Philips che secondo molti potrebbe o dovrebbe muoversi in sede legale.
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Si pone inoltre in controtendenza rispetto alle etichette rivali, alcune delle quali si affidano alle tecnologie di Sunncomm, recentemente salite agli onori della cronaca perché utilizzate sul primo disco protetto ad aver scalato le classifiche USA.




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