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La Tv mobile si rafforza con la cura di calcio

Scritto da Giulio Boresa

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Per Tre il salto di qualità è dato da una trasmissione sportiva ad hoc
Cellulari del mese Sta evolvendo la televisione mobile offerta da Tre, operatore di telefonia Umts. A settembre, un salto di qualità: è arrivato 93esimo minuto. È la prima trasmissione in Europa a essere realizzata in esclusiva per i cellulari. Le riprese sono negli studi di Mediaset, con la supervisione di Tre; arriva direttamente sui videofonini, senza passare dalla Tv. Va in onda ogni domenica, alla fine delle partite di calcio, di cui offre una sintesi alla maniera del programma 90esimo minuto. Costa 2 euro ogni cinque minuti di connessione.
93esimo minuto è nato perché la Tv su cellulari di Tre sta andando bene e quindi vale la pena investirci ancora; per lo stesso motivo altre novità potrebbero arrivare in futuro. Ne ha parlato a MyTech Fabio Rimassa, direttore editoriale di Tre. A differenza di quanto si possa credere, “la Tv di Tre non è già più un fenomeno di nicchia. Sta avendo un buon successo. In media il 50% dei nostri utenti vi si connette almeno una volta a settimana”.

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Gli utenti di Tre, a settembre, hanno raggiunto quota un milione e mezzo. Nemmeno loro vanno quindi considerati un campione di nicchia. Ne deriva che la Tv su cellulare può piacere agli italiani. “In realtà, secondo i nostri studi l’interesse del pubblico europeo è piuttosto moderato“, obietta l’analista di Gartner Group Carolina Milanesi, curatrice di un rapporto di imminente uscita sulla mobile Tv.
“Sono in molti a dubitare del piacere di guardare la Tv su uno schermo così piccolo”, spiega, mentre il collega John Strand di Strand Consult aggiunge che “gli schermi e le batterie di un cellulare sono poco adatte a intrattenere gli utenti con i programmi televisivi”.
Rimassa replica però osservando che “quella di Tre non è una vera e propria Tv sul cellulare, a differenza di quella di Tim che ripropone in diretta tutto ciò che viene trasmesso in televisione, pubblicità compresa”. La formula di Tre è diversa e conta sull’offerta di “programmi selezionati e rielaborati ad hoc per il videofonino, perlopiù basati sui canali della Pay Tv. In questo modo gli utenti vedono solo quello che merita e che la Tv pubblica non offre”.

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Insomma: l’idea è che se si vede per poco tempo e in modo mirato la Tv sul cellulare, lo schermo piccolo non è un problema e le batterie non soffrono troppo.
Il sistema pare funzionare: “La scorsa edizione del Grande Fratello (l’esempio di maggior successo, n. d. r.) è stata vista per due milioni di minuti dai nostri utenti”, mentre “nell’indice di gradimento ci sono poi L’Isola dei Famosi, lo sport e infine i canali tematici, dove si trovano cartoni animati e spettacoli erotici. Insomma, sul videofonino la classifica dell’audience è la stessa che sulla Tv normale”.
Il prezzo tipico per vedere un programma sul videofonino è 90 centesimi per cinque minuti “contro i 40 centesimi al minuto chiesti da Tim, solo su reti Gprs con una qualità dell’immagine discutibile a causa della povertà di banda”. Anche il servizio di Tre è tuttavia migliorabile. Uno degli obiettivi è abbattere i costi a monte, necessari per portare le trasmissioni su videofonino.
“Dal punto di vista tecnico - ha proseguito Rimassa - stiamo studiando la possibilità di trasmettere con un modello multicast, da uno a molti”. Adesso, così come avviene con gli altri operatori europei, lo streaming è unicast: l’utente contatta il server e riceve il video on demand.
C’è una trasmissione di dati per ogni utente che la richiede. Il multicast permette invece di risparmiare banda: con un solo invio di dati si raggiungono molti utenti.

L’ideale sarebbe poi “avere più collaborazione da parte delle emittenti. Sarebbe bello se preparassero una versione dei loro programmi già adeguata al format del videofonino. Ora siamo invece costretti a fare lavoro di cropping e post produzione su quanto riceviamo e anche per questo motivo i costi a monte si impennano. Appena però le emittenti si renderanno conto di quanto il videofonino possa essere per loro una nuova importante fonte di entrate, ci verranno incontro”. Allora (secondo l’intervistato sarà necessario attendere il biennio 2006-2007), si spera che anche i costi di fruizione possano calare.
Altro obiettivo, per il quale è necessaria la complicità delle emittenti, è aumentare l’interattività dei programmi trasmessi su videofonino. “Già adesso è per esempio possibile inviare un videomessaggio a chi è stato escluso dal Grande Fratello. Avremmo voluto permettere agli utenti di videochiamare chi è nella Casa, ma gli autori del programma si sono opposti”. È insomma un momento di passaggio: la Tv su cellulare comincia a diffondersi tra gli utenti Umts, ma le emittenti forse ancora sottovalutano il fenomeno e non fanno tutto il possibile per incoraggiarlo.

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