Open source, telefonia Internet, Pbx: affari miliardari
Il guru dei pinguini punta sul tris d’assi: VoIP, Private branch exchange, sorgente apertoTra il dire e il fare ci può essere di mezzo un volo intercontinentale. Il guru John “Maddog” Hall, uno dei guru della prima ora nel campo del software libero, ha chiamato a raccolta i propri adepti con un semplice messaggio su una mailing list e li ha dirottati su Londra, destinazione la tappa britannica dell’onnipresente Linux World Expo.
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Hall - da tempo noto per le proprie idee coraggiose e per certi versi estreme - ha dichiarato che “le tecnologie open source sul Voice Over Ip conquisteranno il mercato in maniera fragorosa”. E ha scommesso sul progetto più avanzato in tal senso, Asterisk.
Asterisk è un software per Private branch exchange: con grande margine di approssimazione, si potrebbe parlare di centralini privati. Asterisk è già stabile e fornisce servizi di posta vocale con directory, conference call, risposte vocali interattive e gestione delle code; supporta svariati protocolli e - a prima vista - può costituire un’allettante alternativa ad analoghe proposte commerciali.
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I principali ostacoli si possono identificare in un passaggio della e-mail di Hall: “[…] I businessmen probabilmente non sanno di cosa si tratti Asterisk e hanno vaghe idee di cosa possa fare un centralino Pbx“. Le aziende commerciali hanno tracciato la via: ora sta alle proposte libere e aperte vincere sotto il profilo dei costi.
E per “Maddog” la competizione è senza storia: “I sistemi basati su Asterisk possono costare fino a dieci volte meno dei Pbx proprietari di Cisco o 3Com”.
Gli altri vendor stanno alla finestra, ma le prime dichiarazioni di Hewlett Packard aprono a un moderato ottimismo: tra i punti di forza dell’open source applicato ai dispositivi embedded, vengono riconosciuti la facilità di personalizzazione e i bassi costi.




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