Premiere Pro 1.5
Le novità di Premiere Pro 1.5 comprendono innanzitutto il Project Manager, con il quale è possibile salvare in una nuova cartella tutti e soli i file usati nel progetto, tagliando via le parti dei clip non usate. Ciò consente una sensibile diminuzione dello spazio occupato su disco, un vantaggio che diventa decisamente importante con quei progetti dove i clip effettivamente impiegati sono solo una piccola parte di quelli memorizzati.Per quanto riguarda i nuovi effetti, segnaliamo innanzitutto 3D Page Curl, Ripple e Refraction, che deformano il video come se fosse proiettato su un foglio di plastica flessibile, arrotolato o con ondulazioni circolari concentriche. In particolare, il terzo effetto introduce anche i riflessi tipici di una superficie lucida distorta da una serie di onde. Da notare, però, che tutti e tre si basano sulle routine Direct3D e Pixel Shader 1.3 e quindi per impiegarli è necessario disporre di una scheda video con un processore grafico (Gpu) capace di supportare questo codice di accelerazione video.
Ancor più interessante è la disponibilità delle curve di Bezier per stabilire il movimento dei clip attraverso la scena. Direttamente nella finestra di anteprima oppure nella Timeline troviamo i classici nodi con le tangenti, che consentono di determinare non solo le traiettorie curvilinee ma anche l’andamento della velocità lungo il percorso, per impostare accelerazioni e rallentamenti, che si alternano in maniera fluida oppure repentina.
Premiere Pro 1.5 possiede adesso diversi nuovi filtri per migliorare il bilanciamento cromatico dei filmati. Questi strumenti sono derivati direttamente da Photoshop e permettono di aggiustare in automatico i livelli, il colore e il contrasto; a tali funzioni si aggiunge il nuovo filtro dedicato all’impostazione delle alte luci e delle ombre. Ciascuno di questi effetti offre un’ampia serie di opzioni per stabilire manualmente l’intensità di intervento e la miscelazione del clip elaborato con quello originale. In particolare, i tre filtri automatici sono applicabili a ciascun frame in maniera indipendente oppure tramite l’impiego di un algoritmo che media l’intervento all’interno di un intervallo stabilito dall’utente. In quest’ultimo caso è attivabile l’opzione di riconoscimento automatico delle scene, per evitare di applicare le medesime regolazioni cromatiche a due riprese diverse.




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