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Il Pc e i nuovi contenuti digitali cercano un accordo

Scritto da Edmondo Orlotti

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Banda larga e TV in alta definizione pongono il Pc al centro dell’attenzione multimediale, sono allo studio nuovi metodi di protezione dei contenuti.
A ottobre è arrivato anche in Italia Windows XP Media Center Edition, giunto alla terza versione (la prima in lingua italiana). Symphony, questo il nome in codice del nuovo sistema operativo, può essere definito sommariamente come un’edizione di Windows XP Professional cui è stata aggiunta una shell alternativa, concepita per rendere l’esperienza di utilizzo dei contenuti multimediali del tutto simile a quella di un comune dispositivo di elettronica di consumo. A parte questa shell, l’unica differenza, a detta di Microsoft, rispetto a una copia standard di Windows XP Professional riguarda l’assenza per il supporto delle reti a dominio. Oltre naturalmente al telecomando, grazie al quale è possibile pilotare tutte le funzioni della nuova interfaccia. L’interesse verso il mondo multimediale a marchio Microsoft è legato anche al prossimo rilascio della nuova versione del Windows Media Player, la decima.

Di rilievo vi sarà la nuova piattaforma di gestione dei contenuti protetti, la Windows Media Digital Rights Management (DRM) 10, grazie alla quale sarà possibile ad esempio esportare i contenuti protetti scaricati attraverso gli appositi servizi anche su dispositivi portatili. Questi ultimi dovranno essere ovviamente compatibili, e già in fase di annuncio della nuova tecnologia parecchi produttori hardware ne hanno annunciato l’integrazione nei propri Portable Media Player (da Archos a Creative, a Dell, a Samsung).

La DRM 10 si estende a tutto ciò che è Microsoft, passando dai Pc ai palmari, fino ai cellulari. Grazie ad essa ad esempio sarà possibile spostare una canzone acquistata online dal proprio Pc al lettore portatile, o al cellulare, operazione oggi possibile solo in contesti limitati. Il più noto di questi è il Music Store di Apple, che consente la copia delle canzoni lì acquistate solo sull’iPod. Se metà del mercato dell’intrattenimento digitale è basato sui dispositivi, l’altra metà si fonda sui servizi a banda larga. I fruitori di contenuti digitali impiegano le connessioni veloci non (solo) perché vi trovano contenuti gratis (nonostante il ministro Urbani pensi il contrario), ma soprattutto perché costituisce per essi il metodo più comodo di accesso a quei contenuti.

Il mercato americano si sta quindi muovendo in fretta per creare l’infrastruttura necessaria a erogare i servizi di intrattenimento digitale, con Microsoft impegnata in prima linea a espandere le proprie tecnologie. Risulta particolarmente interessante lo scontro che si sta aprendo sui servizi di download di musica online. Attualmente Apple detiene il 70 per cento di questo mercato, e la piattaforma proprietaria di gestione dei diritti sui brani impedisce la riproduzione su dispositivi portatili non Apple. Non è inoltre possibile eseguire, sempre sull’iPod, brani protetti da copyright se il file è affidato in fase di codifica, per esempio, al sistema di Rights Management di Microsoft. Il 26 luglio RealNetworks ha annunciato Harmony, una tecnologia che consente, alle canzoni scaricate dal proprio sito RealNetworks Music Store, di essere eseguite sia sugli iPod sia sui riproduttori compatibili Windows Media.

Unificando tecnologie proprietarie e formati incompatibili, la casa punta a guadagnare una quota di mercato significativa, forte anche del consenso delle major discografiche che mal vedono una Apple troppo ingombrante nei servizi di musica online. C’è da sperare che anche Apple, Microsoft e Sony siano obbligate a seguire la stessa strada di interoperabilità.

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