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Alta definizione e trasmissioni Ip: ecco come cambierà l’home video

Scritto da Simone Zanardi

Le ultime tecnologie per distribuire, ricevere e visualizzare i nuovi formati video digitali: una rivoluzione più vicina di quanto si possa pensare. Con Internet ancora protagonista.
Qualche mese fa, sul numero di aprile di PC Professionale per la precisione, presentavamo il nuovo servizio per la Tv digitale terrestre, una tecnologia che può dare il via a un significativo mutamento nella modalità di percezione della televisione. Su questo numero proponiamo una comparativa di Pc basati sulla nuova piattaforma Windows Media Center che, nelle intenzioni di Microsoft, è destinata a cambiare radicalmente il modo in cui i contenuti audio-visivi sono trasmessi e percepiti in ambienti domestici. Si tratta di due sinonimi di una rivoluzione che sta per iniziare e che coinvolgerà non solo i nostri impianti Hi-Fi, ma l’intero settore delle telecomunicazioni e della diffusione dei contenuti. A partire dagli standard radiotelevisivi più consolidati.

I nuovi formati digitali
Le trasmissioni televisive analogiche europee si basano sullo standard Pal, in grado di visualizzare immagini a 576 linee orizzontali e 25 quadri al secondo; rispetto alle specifiche Ntcs utilizzate negli Stati Uniti, il Pal può contare su una risoluzione maggiore (576 contro 480 linee) ma su un frame rate più basso (25 quadri contro i 30 americani). Con l’introduzione dei formati digitali, prima su supporti Video Cd, quindi con i Dvd e il satellite e infine con la televisione digitale terrestre, il segnale Pal è stato codificato su flussi Mpeg e Mpeg 2, con risoluzioni fino a 720 x 576 pixel.

Nonostante gli indubbi benefici apportati dalla codifica numerica, gli standard Pal e Ntcs si stanno rapidamente rivelando inadeguati alle nuove generazioni di display e proiettori che si affacciano sul mercato; per questo motivo negli ultimi anni sono stati sviluppati nuovi formati di trasmissione, più consoni alle moderne tecnologie. In un primo tempo si è agito sui metodi di aggiornamento dei quadri: le trasmissioni Pal, così come quelle Ntcs, agiscono tradizionalmente in modo interlacciato , ovvero disegnando alternativamente le linee pari e dispari dei quadri (con una frequenza di 50 o 60 Hz corrispondenti ai 25 o 30 quadri al secondo); questo metodo, ereditato da un epoca in cui la banda trasmissiva a disposizione non consentiva la trasmissione completa di ciascun frame, genera però fenomeni di flickering che rendono l’immagine meno stabile e definita. Per migliorare la resa video si può passare a una visualizzazione progressiva che tracci tutto il quadro in una singola passata, come avviene in modo naturale nelle pellicole cinematografiche.

Gli standard Pal 576p e Ntcs 480p si distinguono per una qualità sicuramente superiore, ma necessitano di sorgenti video compatibili: è indispensabile che l’emittente distribuisca il segnale progressivo o, in alternativa, che il ricevitore operi il processo di de-interlacciamento, ricostruendo il frame a partire dai due semiquadri interlacciati. Il futuro delle trasmissioni video sembra comunque sempre più orientato verso gli standard ad alta definizione (Hdtv): con una risoluzione quintuplicata rispetto al Pal, l’Hdtv permette di godere di un dettaglio nelle scene del tutto irraggiungibile per le trasmissioni tradizionali, sfruttando al meglio gli impianti Home Theater con display di ampie dimensioni per avvicinare lo spettatore domestico all’esperienza della sala cinematografica.

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