Le reti Peer to Peer
» Trucchi per InternetCon rete peer to peer (in breve P2P) si intende una rete di computer senza server, in cui ogni singola macchina si connette direttamente alle altre. Questo tipo di architettura viene utilizzata per vari scopi, anche se ha conosciuto una diffusione su larga scala principalmente nell’ambito del file sharing: la condivisione di file. Dal 1999 a oggi sono state sviluppate moltissime applicazioni P2P diverse, ma anche se da Napster (una delle prime applicazioni di file sharing con architettura quasi completamente P2P) a BitTorrent (l’applicazione P2P più utilizzata attualmente) la tecnologia si è molto evoluta, lo scopo è rimasto lo stesso: creare una rete in cui gli utenti possano scambiarsi file in modo efficiente.
Una rete P2P è basata su un protocollo che stabilisce l’architettura, le caratteristiche e il funzionamento della rete. Spesso chi crea il protocollo sviluppa anche il client necessario per la connessione. Se le specifiche del protocollo sono rese pubbliche, spesso vengono sviluppati client alternativi che di solito offrono funzionalità avanzate e non di rado raggiungono una diffusione superiore a quella dei client originali. In questa sezione troverete alcuni consigli generici per l’uso delle applicazioni P2P e alcuni trucchi per i client più diffusi per le reti oggi più utilizzate (in un riquadro trovate una breve presentazione delle loro caratteristiche). Abbiamo volutamente tralasciato la rete di Kazaa, che usa il protocollo proprietario FastTrack per due motivi: innanzitutto il client ufficiale include una quantità di moduli adware e spyware da cui è meglio tenersi lontani, inoltre si tratta di una rete in declino per numero di utenti e risorse disponibili.
Prudenza con le condivisioni!
Quando si installa un’applicazione P2P è quasi sempre necessario specificare il percorso in cui verranno salvati i file scaricati e quello in cui saranno contenuti i file messi a disposizione degli altri utenti. Fate la massima attenzione al momento della scelta del secondo percorso: verificate che non si tratti di una cartella che contiene file personali, o finirete col distribuirli al resto del mondo. Tenete presente che spesso vengono condivise anche tutte le sottocartelle del percorso indicato. È una buona idea creare una nuova cartella in cui spostare esplicitamente il materiale da condividere.
Difendersi dai file fasulli
Sulle reti peer to peer è facile trovare dei cosiddetti fake: sono file con un nome e una descrizione precisa che però non corrisponde al reale contenuto. Spesso viene utilizzato proprio un fake per diffondere virus o cavalli di troia pericolosi. In altri casi si tratta di file inutili utilizzati solo per accrescere i propri crediti su reti come quella di EMule. Se possibile, ancor prima di scaricare un file verificate i commenti di tutti gli utenti e controllatene la diffusione. Se pensate che possa trattarsi di un file interessante, scaricatelo, ma prima di lanciarlo controllatelo con un antivirus aggiornato. Se si tratta realmente di un fake, potete procedere in due modi diversi, a seconda dell’architettura P2P usata. Potete segnalare il problema nei commenti, se l’architettura P2P li prevede. In aggiunta, o in alternativa, se è disponibile un sistema di votazione utilizzatelo indicando il valore più basso. Se non sono previsti sistemi di feedback, potete rinominare il file (specificando chiaramente che il contenuto è fasullo) o – più semplicemente – eliminarlo.
Attenti alle dimensioni
Non è una possibilità così remota quella di trovare su una rete P2P contenuti dalle dimensioni superiori a 2 Gbyte. Ad esempio l’immagine Dvd di Fedora Core (la distribuzione Linux per uso desktop che fa riferimento a Red Hat) che viene fornita tramite BitTorrent. File così grandi superano i limiti del file system Fat32 usato da Windows 98 e Me, quindi lo scaricamento fallirebbe una volta raggiunto il limite di 2 Gbyte (una vera beffa!). Anche molti utenti di Windows XP usano Fat32, magari senza rendersene conto. Per poter scaricare con successo un file più grande di 2 GByte è fondamentale verificare che l’unità disco di destinazione usi un file system adeguato: per Windows l’unico adatto è Ntfs. Chi utilizza ancora Windows 98 o Me dovrà pensare a un upgrade, visto che questi due sistemi operativi supportano nativamente solo il sistema Fat.




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