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Ultimi commenti (6 totali)
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giusto, borotalco, ho fatto proprio degli esempi infelici ;) ma se pensiamo ai giochi online, ai filmati di youtube e la musica in streaming su last.fm forse il collegamento può avere una qualche utilità
Commento su Entro il 2010 Internet sarà in-car scritto il 21/07/2008
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peppeddu, è vero viacom non intende risalire alle identità dietro gli indirizzi Ip; i dati le servono solo per quantificare l'entità del danno, etc. E questa è la motivazione "ufficiale".
Però entrerebbe comunque in possesso di informazioni che secondo le policy di YouTube non possono essere cedute a terzi.
Non era meglio se il giudice ordinava a Google di dare le cronologie a un istituto indipendente che quantificasse i dati? Viacom potrà sempre utilizzarli per qualsiasi altro scopo (non tanto per portare gli utenti in tribunale, quanto per scopi di marketing).
E comunque, al di là delle buone o cattive intenzioni di Viacom, in questo modo si rompe il "patto" tra gli utenti e i servizi online: si costituisce cioè un precedente che, come dice l'EFF, porta indietro il discorso sui diritti alla privacy.Commento su Privacy a rischio: tutti i dati di YouTube a Viacom scritto il 05/07/2008
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ovvio, il primo compito del giornalista è verificare le fonti. non sempre però, soprattutto nelle routine dell'online, si riesce a dedicare molto tempo a questo controllo. quindi, perché non mettere in redazione una persona incaricata solo di questo: e cioè di fare le pulci agli stessi redattori. di verificare, attraverso una ricerca approfondita (e non un passaggio al volo su google), se si tratta di una novità o di una bufala vecchia come il mondo. o, magari, di suggerire un'altra fonte sullo stesso tema di cui si sta scrivendo.
non si tratta di esentare i giornalisti dalla verifica, ma solo di rafforzarla: una sorta di controllo incrociato, che non può che far bene
le grandi redazioni giornalistiche da tempo ospitano questa figura: è il cosiddetto "research" o "fact-checker". Al New Yorker ce ne sono decine.Commento su Una nuova figura giornalistica: il verificatore scritto il 24/06/2008
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bruxelles vuole proteggere la libertà di espressione, ma anche evitare che questa libertà venga utilizzata per possibili abusi
quindi, tutelare diritti cittadini ad essere informati in modo corretto e trasparente (evitando ad esempio fenomeno astroturfing); dare garanzie sulla protezione delle fonti, come già succede per i giornalisti (negli usa blogger e giornalisti sono equiparati da questo punto di vista).
diritti delle aziende: operare in un regime di concorrenza.
per quanto mi riguarda, i presupposti dell'azione di bruxelles mi sembrano più che giusti. i problemi arriveranno con le soluzioni che proporranno.
un registro volontario non penso cambi di molto le carte in regole. e soprattutto: in un'arena globale come internet quanto possono funzionare azioni geograficamente limitate?Commento su Ecco come Bruxelles vuole regolamentare i blog scritto il 16/06/2008
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@samarkanda. prova a mettere l'inglese come lingua di default e dovrebbe comparirti il tab nella sezione "settings"
Commento su 13 nuove funzionalità per Gmail scritto il 09/06/2008






