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Codice Microsoft: nessuna rivoluzione
La società di Redmond apre il codice sorgente di Windows a enti pubblici e pubbliche amministrazioni. Per garantire una maggiore sicurezza del sistema, dice. Ma c’è chi pensa sia solo una trovata pubblicitariaLo scorso 14 gennaio Microsoft ha annunciato la volontà di rilasciare i codici sorgenti di Windows agli enti pubblici o agenzie governative che ne facciano espressamente richiesta. L’iniziativa denominata Gsp, Government Security Program, consentirà agli enti in questione di visionare il 97% del codice sorgente di Windows, per il momento sono nelle versioni 2000, Xp, Ce e Server 2003, senza poterlo però compilare. Il restante 3%, compresi i documenti riservati sulle tecnologie di sicurezza, potrà essere consultato soltanto all’interno della società di Redmond.
La notizia è clamorosa e ha suscitato scalpore nella comunità informatica internazionale tanto da utilizzare la parola “rivoluzione” in molti articoli di famose riviste del settore.
In realtà, leggendo attentamente il comunicato rilasciato da Microsoft, la parola rivoluzione sembra del tutto fuori luogo e il rilascio, peraltro parziale, dei codici sorgenti sembra soltanto una trovata commerciale per risollevare la credibilità dei sistemi Windows sotto il punto di vista della sicurezza.
La creazione del programma Gsp sembra inoltre essere un tentativo per contrastare il successo del fenomeno open source e in particolare del sistema operativo Gnu/Linux all’interno della pubblica amministrazione. Linux in questi ultimi anni ha dimostrato di essere una valida alternativa ai sistemi Windows soprattutto nel settore della sicurezza informatica e in generale dei servizi Internet (basti pensare alla diffusione del Web server Apache, che all’inizio del 2002 contava una quota superiore al 42% in tutti i Web server del mondo).
Molte nazioni europee, come la Francia, la Germania e la Spagna utilizzano ormai da anni i sistemi Gnu/Linux per i server delle loro amministrazioni pubbliche. Anche in Italia, dopo i lavori della commissione di studio sul software open source, si è deciso di iniziare a investire nel settore del software libero (si veda, per esempio, il documento Il Software Open Source (OSS). Scenario e prospettive, realizzato dall’Aipa, Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, nel 2002).
Se l’intento di Microsoft è quello di dimostrare la validità e la sicurezza del proprio sistema operativo perché dovrebbe rilasciare i codici sorgenti soltanto alle agenzie governative e non ai milioni di utenti sparsi in tutto il mondo che ogni anno spendono milioni di dollari per Windows?
Forse perché in questo modo Windows potrebbe essere “confuso”, almeno parzialmente, con l’open source e quindi conquistare la fiducia di una pubblica amministrazione. D’altronde, open source non significa forse “codice aperto”? Ma il punto fondamentale per la reale sicurezza di un software non è il fatto che i codici sorgenti siano aperti (visibili), cosa peraltro - nel caso di Microsoft - neppure del tutto vera, ma il fatto che siano modificabili e riutilizzabili da chiunque. La sicurezza di un software viene determinata esclusivamente attraverso lo studio e l’utilizzo dei suoi codici sorgenti. La forza del movimento open source è quella di rendere disponibili liberamente i codici sorgenti dando a tutti la possibilità di modificare e ridistribuire di conseguenza il software. Con l’iniziativa Gsp della Microsoft, chi sarà a visionare il codice sorgente dei sistemi Windows? Qualche tecnico o consulente di una pubblica amministrazione? E in questo caso chi si prenderà la responsabilità sulla garanzia del software visionato? Non solo: visto che non sarà possibile compilare il codice sorgente, chi garantirà la corrispondenza dei codici sorgenti rilasciati da casa Microsoft con i sistemi Windows installati successivamente nei computer?
Non credo che la sicurezza dei sistemi Windows possa essere garantita con un’iniziativa come quella del Government Security Program e penso che per tutti gli utenti Windows, comprese le pubbliche amministrazioni, debbano ancora attendere una reale dimostrazione di affidabilità da parte della società di Redmond.





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