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Google è il grande fratello della Rete?

Scritto da Luigi Gavazzi

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Cresce il numero di coloro che temono la forza del servizio che possiede la mappa più dettagliata di Internet e delle relazioni fra i siti. E che venderà a caro prezzo tutte le possibilità di usarla
Google superstar fa paura. Analisti specializzati, molti utenti e qualche cliente cominiciano ora a dare ragione a coloro che da tempo ne segnalano le pericolose tendenze all’accumulo di informazioni, alla violazioni della privacy e al controllo di quel che si riesce a rintracciare sulla rete, come si affanna a raccontare Daniel Brandt su Google-watch.org.

Brandt proprio in questi giorni ha addirittura candidato l’azienda di Mountain View al “riconoscimento” di “Us corporate Big Brother of the Year” per il 2003, sottoponendo la candidatura a Privacy International che proclamerà i “vincitori” in occasione della tredicesima Computers, Freedom & Privacy Conference a New York dal 1 al 4 aprile.
Questi timori su Google sono stati rilanciati da Bill Thomson su Bbc News un paio di settimane fa.

Il protagonismo di Google ha suscitato anche alcune riflessioni relative a un possibile cambio di strategia del servizio, che si avvicinerebbe così a grandi passi verso il modello del portale. Riflessioni di questo tipo sono state suggerite soprattutto dall’acquisizione, a metà febbraio, di Pyra Labs e quindi di Blogger. Oltre agli interrogativi su quel che succederà ora a Blogger, ai quali i sei rimasti in Pyra si sono affrettati a dare qualche risposta, vale l’osservazione che ora Google ha in casa un servizio analogo a quello che Yahoo ha da tempo con Geocities per la pubblicazione di siti Web personali (tra l’altro Blogger è in fatto di velocità ed efficacia decisamente meglio) che però allarga la portata dell’azione del motore di ricerca per antonomasia.

D’altra parte, la vera accelerazione verso la trasformazione in portale, è avvenuta quando Google ha lanciato Google News che pur se viene compilato solo da algoritmi e senza intervento umano, rappresenta, almeno potenzialmente, un ingresso formidabile nell’universo del controllo dei contenuti sulla Rete.

In effetti, anche se non è credibile pensare che Google News cancelli la necessità di servizi giornalistici e di informazione su Internet (cosa selezionano gli algoritmi se non ci sono notizie scritte da qualcuno?) è d’altra parte vero che per i servizi di informazione la corsa a essere selezionati da Google può diventare qualcosa di molto simile alla lotta che molti siti commerciali si trovano oggi a fare per non cadere in basso nel “listing” delle ricerche di Google: va ricordato che una delle accuse è che se “non piaci a Google puoi essere escluso dagli indici”. Alcune aziende sono persino arrivate a sostenere, come ha raccontato alcuni mesi fa Zdnet.com che se non si compra pubblicità su Google si finisce “misteriosamente” in basso nei risultati delle ricerche, e questo può influenzare pesantemente i risultati economici.

Insomma, una potenza (presunta) di questo tipo nel mondo dei contenuti sulla rete può preoccupare e, in fondo, l’addizione del mondo dei blog (o meglio della sola parte Blogger di questo mondo) non fa che aggiungere nuovi argomenti a questi timori.
Da più parti si è sottolineato, per esempio, che per la prima volta Google avrà l’hosting di contenuti dei quali deve anche effettuare il rank. Comunque nelle Faq dedicate alla vicenda Google/Blogger, i responsabili di quest’ultimo si sono affrettati a dichiarare che i blog creati con il loro servizio non avranno nessun trattamento preferenziale. Il che ha senso: perché Google dovrebbe giocarsi la reputazione sull’onestà delle ricerche per qualche centinaia di migliaia di weblog?

Una riflessione più complessa e stimolante sul ruolo di Google viene proposta su Kottke.org. Quello che i manager definiscono il modello di business di un azienda, nel caso di Google sarebbe la vendita degli accessi alla “mappa del Web” più grande, più ricca di annotazioni e meglio utilizzata fra quelle esistenti. La mappa che hanno costruito raccogliendo le pagine Web e soprattutto scoprendo come queste pagine sono legate fra loro. In fondo, si osserva, tutti i servizi Google si fondano su questa mappa.
Per esempio, il servizio recentissimo di Content-Targeted Advertising che estende il programma AdWords portando gli annunci pubblicitari anche sui siti dei partner della stessa Google, selezionati in base alla rilevanza rispetto ai contenuti delle pagine.

Per valutare i nuovi servizi a cui stanno pensando i tecnici di Google e per tenere sotto controllo gli sviluppi sull’attività della società, vale la pena seguire quel che succede nei Labs con i relativi gruppi di discussione e il google weblog.

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Comunque nelle Faq dedicate alla vicenda Google/Blogger, i responsabili di quest’ultimo si sono affrettati a dichiarare che i blog creati con il loro servizio non avranno nessun trattamento preferenziale. Il che ha senso: perché Google dovrebbe giocarsi la reputazione sull’onestà delle ricerche per qualche centinaia di migliaia di weblog? fsfsds

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