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Il file sharing diventa ancora più furbo
La nuova generazione di sistemi p2p, come eDonkey e BitTorrent, impiega meccanismi di segmentazione che rendono molto più rapido il downloadIl peer-to-peer alla nuova generazione. La inaugurano due prodotti, eredi di Napster e cugini evoluti dei vari WinMX, Kazaa, Morpheus.
I nuovi nati si chiamano eDonkey2000 e BitTorrent e sono accomunati da una strategia di sviluppo che punta innanzitutto a migliorare la rapidità e l’efficienza nel download dei file, in special modo quando questi sono di grandi dimensioni.
eDonkey è un sistema di file sharing di tipo “puro”, cioè basato su un’architettura decentralizzata simile a quella di Gnutella e quindi differente da Napster in cui i file vengono raccolti e indicizzati in un server centrale.
Ogni file viene identificato con un indirizzo e, di conseguenza, il processo di ricerca si svolge direttamente in relazione al file, senza che il sistema debba preoccuparsi di verificare la dislocazione del singolo computer a cui fa capo. Il tutto si ripercuote positivamente nella velocità dei download.
La caratteristica più interessante di eDonkey non riguarda tuttavia l’indicizzazione, bensì le modalità con cui un file viene scaricato dall’utente. Per la quantità e la qualità dei miglioramenti ottenuti rispetto alla generazione di client che l’ha preceduto, eDonkey è assimilabile all’altra new entry BitTorrent.
Tutti e due sono infatti molto più abili dei loro antenati nel segmentare ogni file in tante parti, ognuna delle quali può essere distribuita in rete network in maniera indipendente dalle altre.
Questo meccanismo in pratica fa sì che, ogni volta che l’utente chiede ai due sistemi di effettuare il download di un file individuato, il programma “convochi” contemporaneamente tutti i computer in cui tale file è presente, prelevando da ognuno di essi una singola porzione.
In questo modo, ogni pezzetto del file si moltiplica nel circuito e aumenta in maniera esponenziale la disponibilità. Per esempio, l’utente A individua un file e fa partire il download. Inizialmente è il solo e quindi la velocità di download è la massima possibile. A metà del cammino entra nel network l’utente B, interessato allo stesso contenuto. Parte lo scaricamento, ma il file non viene prelevato soltanto dalla sorgente originaria, cioè quella a cui sta attingendo l’utente A, bensì contemporaneamente da essa e dalla cartella di quest’ultimo.
Arriva poi l’utente C, quando ormai i pezzi del file originario sono già duplicati tra i vari utenti. Identificata la molteplice presenza di utenti desiderosi di ottenere lo stesso contenuto, il sistema provvederà a distribuire il download di C tra la fonte primaria del file, A e B.
Con tale modello il carico della rete si distribuisce in maniera più equilibrata e acquista maggiore fluidità. Paradossalmente, quanto più è elevato il numero degli utenti, tanto più elevata sarà la velocità del download. Un notevole limite dunque del file sharing viene trasformato in uno dei maggiori propulsori dell’operazione.





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