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Google: tutto esaurito?

Scritto da Marta Peirano

Il numero delle pagine Web indicizzate dal più grande ed efficiente motore di ricerca della Rete potrebbe presto arrivare al suo limite massimo…
Una voce si espande come una piaga per le infinite strade della grande Rete: Google è in overbooking. La creatura più popolare dell’universo virtuale ha un problema di spazio o, più precisamente, lo potrebbe presto avere. Pare, infatti, che il motore di ricerca più popolare del mondo stia per raggiungere il massimo della capacità di pagine indicizzate: 4.294.967.296. Un problema numerico dovuto, principalmente, ad un errore di calcolo.

Nel gigantesco database di Google, ogni collegamento può occupare uno spazio di soli 4 byte. In altre parole, sebbene la pagina principale del sistema abbia finora contabilizzato qualcosa come tre milioni di pagine Web, è probabile che il motore stia per entrare nello stato del “tutto esaurito”. Ovvero, se non si cambia il sistema di indicizzazione dei link, la Rete continuerà a crescere ed espandersi alle spalle del motore di Google, ma i nuovi siti che nasceranno ne resteranno fuori mentre il suo database sarà pieno di un’enorme quantità di pagine obsolete che affollano le pagine dei risultati di ricerca.

Gli analisti sono arrivati a questa conclusione studiando il recente “strano comportamento del sistema” nel corso dell’ultimo rinnovo dei suoi “contenuti”. Più o meno una volta al mese, infatti, Google riordina le pagine indicizzate. Nell’ambito del processo, il sistema ricalcola il cosiddetto PageRank di ciascuna pagina - in base al numero di visite ricevute e, quindi, in base al suo ordine d importanza - e incorpora le nuove pagine trovate nella lista dei siti Web disponibili, modificando periodicamente i risultati delle ricerche. Questo processo di attualizzazione si chiama in gergo Google Dance e dura approssimativamente quattro giorni. Nel corso dell’ultimo Google Dance, però, molte pagine hanno cambiato la loro posizione nella classifica del sistema in maniera inspiegabile, che insieme ad altri eventi anomali ha creato inquietudine tra li utenti.

Da quando il primo Google diventò una realtà della Rete nel 1997, il sistema di ricerca si è evoluto ed è diventato, senza ombra di dubbio, lo strumento più potente di Internet. I suoi creatori, Sergey Brin e Larry Page, non solo sono divenuti multimilionari, ma sono anche due dei più grandi eroi della comunità virtuale il cui dominio si estende in lungo ed in largo per il mondo, grazie proprio al loro indice di collegamenti. In un certo senso, Google è la spina dorsale della Rete. E qualunque problema affligga il suo funzionamento può influenzare la crescita della stessa Internet. Ma come fare per continuare ad indicizzare efficacemente una marea di pagine che si moltiplicano a dismisura?

Se il problema esiste davvero, ed è grave, si tratta certamente di un errore di calcolo. Sebbene la Rete sia infinita, e possa crescere in maniera illimitata, il suo sistema di protocolli - la mappa di lettere e numeri grazie ai quali riusciamo a navigare - non lo sono e l’errore più grande è stato quello di progettare un sistema limitandone la crescita, come già successo nel caso delle tecnologie IP. Ma simili situazioni di quasi panico si sono già manifestate: alla fine dell’anno 1999, tutto il mondo era in apprensione sulle possibili conseguenze del passaggio dal 99 allo 00. Tutti gli archivi sarebbero impazziti, con i computer convinti di funzionare nel 1900, creando un’infinità di problemi? Questo problema psicofilosofico di stampo nervoso manifestatosi in tutto il mondo venne chiamato effetto anno 2000. Ma tutto è andato bene e fino ad ora non ne abbiamo visto la minima traccia.

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