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Dialer, truffe e bollette gonfiate
Sale il numero delle denunce da parte di utenti costretti a pagare cifre astronomiche. Non solo i consumatori tra le vittime: penalizzati anche gli operatori che offrono servizi legittimi. Qualcuno cede, come Telecom. Ora si spera in un intervento del GaranteIl fenomeno dei dialer si scalda in un nuovo girone di proteste e di polemiche. Sono salite a quota 25.000, negli ultimi due mesi, le denunce arrivate alla Polizia Postale da parte di utenti vittime dei dialer. Da circa un mese al Compartimento della Polizia Postale della Lombardia arrivano dalle 70 alle 100 denunce al giorno.
Il contenzioso è sul punto di esplodere. Il 13 giugno la Polizia Postale di Napoli ha multato quattro operatori per oltre 620 mila euro, con l’accusa di illecito amministrativo. Colpevoli di utilizzare numeri con i prefissi 702 e 709 per scopi diversi dalle normali connessioni a Internet, ossia quelli cui erano stati destinati dall’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. Sono accuse da tempo lanciate dalle associazioni consumatori, ma che solo ora, per la prima volta, vengono accolte dalle autorità. Il tutto potrebbe costituire un precedente per far dichiarare i dialer fuori legge sempre e comunque. A prescindere dalla trasparenza con cui sono indicati i costi durante l’installazione (2,5 euro al minuto, di solito). O dal livello di invadenza del programma - alcuni dialer cercano infatti di installarsi senza il permesso dell’utente e/o impostano la nuova connessione come predefinita.
Certo è che il fenomeno dei dialer ha ormai attirato l’attenzione del grande pubblico e delle istituzioni. Il passo decisivo è stato fatto a maggio: Telecom Italia ha annunciato che, da giugno, sarebbe stato possibile disattivare gratis i numeri 709. E che gli utenti, vittime delle truffe, sarebbero stati autorizzati a non pagare gli addebiti relativi. Chi l’avesse già fatto sarebbe stato rimborsato. È necessario però presentare denuncia alla Polizia Postale e inviarne copia a Telecom, tramite raccomandata, come spiega Intesa Consumatori. In quegli stessi giorni di maggio, Google fissava leggi più restrittive per accettare la pubblicità di siti con dialer. Segno che la pressione sul fenomeno cresceva anche a livello internazionale.
Ancora oltre vorrebbe andare il Senatore Mauro Fabris, con un disegno di legge antidialer, secondo cui «l’attivazione delle utenze relative ai servizi di connessione ad Internet con tariffazione specifica può avvenire soltanto su espressa richiesta scritta dell’utente». Il 709, il 702 ecc. non sarebbero attivati di default, quindi. Il che apre però una nuova questione, non marginale. A rischio è il business di chi usa in modo legittimo i numeri 70x, per fornire servizi free Internet o flat rate dial up. I numeri 70x sono nati appunto per dare una possibilità di mercato a molti piccoli operatori. Il servizio di raccolta verso numerazioni dedicate a Internet, infatti, richiede meno risorse per Telecom, rispetto a quello per i servizi voce. Cresce di conseguenza il margine di profitto per gli operatori rivenditori e il business diventa sostenibile. Un’opportunità che potrebbe indebolirsi, se l’uso dei 70x diventasse più difficoltosa per l’utente o per l’operatore legittimo. Già la cattiva fama e il clima di sospetto che si sono formati sui 70x sono sfavorevoli per questo mercato. Gli utenti alle prime armi (ossia la maggior parte di quelli dial-up) potrebbero infatti essere indotti a fare di tutta un erba un fascio e a evitare contratti Internet basati su numeri 70x. Si spera in un intervento del Garante, che salvaguardi i servizi legittimi degli operatori.
La guerra contro i dialer, inoltre, può fare vittime anche su un altro fronte dell’e-business. Le aziende che usano dialer sono state, per molti siti, sponsor importanti in questo periodo di magra per la pubblicità on line. Tanto che anche grandi e noti portali (quali TgCom o il Nuovo) non hanno potuto o voluto rinunciare a utilizzare banner collegati a siti dotati di dialer.
Per concludere, il rischio dialer non fa bene alla salute dell’e-business italiano, visto che mina la fiducia degli utenti nel medium. La questione affonda le radici in vari settori nel mercato Internet del nostro paese: non riguarda solo gli utenti e le aziende che usano i dialer, ma anche operatori e portali di vario tipo.





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