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Hackmeeting 2003

Scritto da Alessandro Ludovico

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L’appuntamento immancabile per tutti coloro che credono nell’uso cosciente e critico dei nuovi media è arrivato alla sesta edizione e come sede ha scelto Torino. Il nostro reportage tra grovigli di cavi, seminari interessanti e idee in libertà
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Arrivato alla sesta edizione, l’hackmeeting è ormai un appuntamento fisso per tutti coloro che credono nell’uso cosciente e critico dei nuovi media. Quest’anno, dopo le edizioni precedenti a Firenze, Milano, Roma, Catania e Bologna, è stato organizzato dall’hacklab di Torino che ha brillantemente gestito il centro El Barrio: la settimana di preparazione della rete, dei collegamenti e della logistica è stata trascorsa in allegria dalle persone arrivate da tutta Italia.

Un groviglio di cavi-tentacoli attraversava i tre piani della palazzina che in questi tre giorni ha rinverdito lo spirito scanzonato e allegro che doveva pervaderla a suo tempo (era una scuola elementare). Hub e router attaccati alle ringhiere delle scale, così come il tradizionale Dhcp umano che assegnava gli Ip agli avventori, hanno fatto da contorno alle sale in cui si sono rintanati gli appassionati, mentre due salette e una sala più grande sono state dedicate ai seminari.

D.n.a. (Domain Name Anarchy) è un progetto che cerca di ripensare il Dns senza la sua struttura gerarchica, in cui la registrazione delle zone sia libera e le informazioni ruotino senza un server centrale (e quindi senza punti strutturali deboli), mentre Paranoy è un e-mail client orientato all’anonimato, alla crittografia e alla sicurezza.

RadioCybernet stavolta non si è limitata a mandare in streaming i seminari: ne ha tenuto uno illustrando trucchi e consigli su come organizzare una radio on line.
Assoli - Associazione Software Libero, ha curato quello sull’Eucd (European Union Copyright Directive): nuovi poteri per editori e produttori di software proprietario da un lato e danni ai diritti di utenti, ricercatori, sviluppatori di software libero dall’altro.

C’è stata poi la presentazione di Net.art nuovo libro della Shake sul fenomeno dell’arte in Rete, con la proiezione degli spassosi video degli Yesmen.
Tim Pritlove del Chaos Computer Club ha presentato poi l’affascinante progetto Blinkenlights che ha reso interattivo un intero palazzo nell’Alexander Platz di Berlino: grazie a una serie di luci controllate in remoto tramite telefoni cellulari, ogni finestra diventava un pixel di un immenso display costituito dalla facciata dell’edificio.
Lo stesso Tim ha poi annunciato il prossimo Chaos Communications Camp che si terrà dal 7 al 10 agosto in una località in campagna vicino a Berlino dopo quattro anni dall’ultima edizione.

L’assemblea finale, infine, ha proposto Genova come prossima città candidata a ospitare la manifestazione nel 2004, con la possibilità di proseguire poi con un secondo appuntamento transnazionale nello stesso anno, che potrebbe svolgersi a Pola, in Croazia.

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