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Archivi aperti per chi usa Rss
Il New York Times mantiene accessibili gratuitamente le notizie a chi arriva sul sito attraverso un feed: compromesso virtuoso fra le esigenze economiche e la presenza dei propri contenuti nella comunità dei blogger e degli utenti dei news aggregatorLa storia è negli archivi; vale anche per quel che viene pubblicato su Internet. Per gli editori però, gli archivi on line sono investimenti che è necessario far fruttare e il modo migliore per farlo è imporre agli utenti di pagare l’accesso. Significativo è l’esempio di uno dei più importanti quotidiani del mondo, il New York Times, promotore di una soluzione che tenta di conciliare le esigenze dei bilanci con quelle della moderna comunicazione on line.
Della vicenda si è occupato con una serie di articoli, Davenet, blog gestito dal programmatore ed esperto di comunicazione in Rete Dave Winer. Anche nell’era digitale, scrive Winer, il giornale statunitense si sforza di restare il “quotidiano che registra i fatti”, fedele cronista della storia di ogni giorno, ma il suo progetto si è scontrato con la necessità di realizzare profitti dalle notizie archiviate on line.
Il Times non è l’unico esempio di società che gestisce un ottimo archivio on line, come prova l’esperienza della Bbc, che offre un archivio perfettamente funzionante e gratuito. Ma mentre il network britannico “è finanziato con il denaro pubblico, un particolare non trascurabile”, osserva Winer, il giornale newyorchese fa capo a una società privata quotata in borsa che “per esistere deve creare profitti per i propri azionisti”.
L’impostazione originaria dell’archivio on line del Times era comunque uguale a quella della Bbc. La politica del giornale è cambiata nel settembre 2000, quando fu deciso che il materiale pubblicato prima di quella data sarebbe rimasto gratuito, mentre le notizie e gli articoli successivi sarebbero restati liberamente accessibili solo per sette giorni. Queste regole sono divenute effettive lo scorso aprile, ma con alcune significative eccezioni riguardanti nuovi protagonisti dell’informazione on line come blog, news aggregator e feed Rss.
“All’improvviso”, racconta Winer, l’archivio del mio blog, che spesso contiene riferimenti agli articoli del New York Times, cominciò a presentare un numero elevato di link non funzionanti”. Così si mise in contatto con i responsabili della versione on line del quotidiano, che si dimostrarono sensibili al problema.
“È naturale che il Times voglia affermarsi anche in Rete come grande fonte di notizie e ha capito che i link non funzionanti dei blog non aiutavano certo a raggiungere questo obiettivo”, scrive Winer. È sulla base di queste considerazioni che si è giunti a un accordo tra il quotidiano e Userland Software, società fondata da Winer che sviluppa tra l’altro un news aggregator e strumenti per la costruzione di blog.
L’intesa prevede che i link a materiale del Times generati attraverso il news aggregator Radio Userland siano liberamente accessibili. In questo modo, osserva Winer, “il giornale desidera incoraggiare gli utenti dei blog a usare e commentare i contenuti del Times, ma nello stesso tempo protegge le sue fonti di reddito non collegate a blog o news aggregator”.
Occorre comunque notare che l’accordo permette l’accesso libero al materiale d’archivio non solo agli utenti di Radio Userland o a quelli dei blog realizzati con gli strumenti di Userland. Le notizie del giornale sono a disposizione di qualunque utente che si connetta all’archivio usando un Url proveniente da uno dei feed Rss costruiti dal giornale in partnership con Userland. Informazioni dettagliate per chi vuole collegarsi ai feed Rss del New York Times sono contenute in una pagina web appositamente realizzata da Winer.





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