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Meetup: Internet community, pizza e patatine

Scritto da Pierdomenico Baccalario

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Quando la Rete diventa una bacheca e l’aggregazione si concretizza in una serata, magari in birreria: ecco la formula del sito americano che sta provando a sbarcare in Italia
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Le aree di discussione della Rete sono sempre state fonte di aggregazione tra navigatori che condividono un interesse o un hobby. La tendenza a organizzare incontri e a creare comunità non virtuali tra persone conosciute attraverso Internet non è certo una novità, basti pensare ai canali di Irc o a progetti come La Città Invisibile (e siamo nel lontano 1994).

Ma gli ideatori di Meetup hanno pensato di trasformare l’aggregazione in una fonte di reddito, con servizi aggiuntivi a pagamento e ricavando denaro dai locali che desiderano essere “eletti” come sede degli incontri: «Crediamo sia possibile realizzare profitti creando grandi cose per le persone». Il numero di iscritti in vertiginosa ascesa dal 2002, sembra dare loro ragione. Una spinta in più l’ha data la vittoria nella sezione community a The Webby Awards 2003.

Meetup si occupa di coordinare localmente una serie di gruppi di interesse. I membri sono invitati a incontrarsi, in giorni e a orari stabiliti, in vari locali della loro città. All’ora prefissata, gli utenti della community potranno così ritrovarsi, in carne ed ossa, a chiacchierare attorno ad un tavolo, con una bibita ghiacciata o un bel pezzo di pizza. Riconoscere il locale convenzionato sarà facilissimo: il sito ve ne fornisce l’indirizzo esatto, e, in ogni caso, una coccarda rossa viene appesa alla vetrina.

Meetup è quindi una community atipica, che restituisce al mondo reale il piacere di dialogare e costruirsi amicizie, lasciando a Internet la funzione di bacheca dei locali, delle date e degli orari dei vari “Meetup Days” sparsi per tutto il pianeta. Per gli italiani, per ora, c’è solo Roma (le prossime città ad aprire dei Meetup Point saranno Napoli, Milano e Genova). Nella capitale si organizzano già i primi incontri: da quelli degli appassionati del Bookcrossing (che si incontreranno il 12 agosto, alle 19,00) a quelli che intendono studiare la lingua italiana (11 agosto, ore 20,00).

Con l’iscrizione (gratuita), si accede ad un’area riservata, in cui organizzare la propria agenda di incontri e fornire il proprio profilo agli altri iscritti (mai come in questo caso, una fotografia è utile!). Si ha poi la possibilità di effettuare un’iscrizione a pagamento, chiamata Meetup +. Costa 19 dollari per sei mesi e 29 dollari per un anno, con rinnovo automatico dell’iscrizione, quindi… fate attenzione!. La formula “plus” permette di accedere a funzioni speciali, la più interessante delle quali è la possibilità di decidere l’ordine del giorno della prossima riunione.

Meetup coordina, da un lato, i gruppi di appassionati e, dall’altro, i gestori dei locali in cui avvengono gli incontri (chiamati Meetup Venue). I Meetup Venue possono essere biblioteche, bar, ristoranti, fast food e, in generale, locali pubblici, che assicurino agli utenti lo spazio sufficiente per parlare comodamente, e a lungo. Per diventare Venue di Meetup occorre richiedere (a pagamento) l’inserimento nella rete dei locali disponibili. Il vantaggio per i gestori sarà quello di garantirsi un certo numero di clienti che, mentre parlano tra loro, bevono, mangiano e, se scoprono un posto di loro gradimento, sono disposti a tornarci indipendentemente dalla programmazione degli incontri.

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