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Il nuovo gusto di Gnutella

Scritto da Alberto Vasari

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La piattaforma per il peer-to-peer è alla fase 2. Una svolta importante per chi sviluppa e chi usa le applicazioni di condivisione dei file. Aperto anche un sito web “laboratorio”
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Con quel nome un po’ così, sospeso tra il bizzarro e l’irriverente, alla sua comparsa nel panorama peer-to-peer Gnutella fece pensare a una tecnologia di passaggio. Una trovata interessante - pensavano in molti - ma destinata a vita breve: lo stesso destino toccato a tante altre innovazioni frutto dell’entusiasmo che si muoveva in rete.

E invece le cose sono andate molto diversamente. Tramontata la luce di Napster, Gnutella è stata la tecnologia che più di altre ha saputo condurre l’evoluzione del p2p, diventando il cuore di molti tra i più diffusi software per il file sharing, musicale e non solo.

Di pari passo con i progressi e la penetrazione dei programmi basati su di essa, l’architettura di Gnutella si è sviluppata fino alla soluzione di molti problemi tecnici iniziali.

Il lavoro svolto finora, recentemente ha anche portato al rilascio della seconda versione della bozza di specifiche su cui la piattaforma si regge.
L’inaugurazione ufficiale di Gnutella2 coincide inoltre con l’attivazione di un http://www.gnutella2.com nuovo sito che costituisce il punto di riferimento principale per il progresso della tecnologia in sé. Ma anche per la sua affermazione come standard per la creazione di nuovi network peer-to-peer aperti e decentralizzati: che cioè permettano la distribuzione di contenuti e servizi senza la necessità che questi transitino in un server centrale. Non a caso, la piattaforma consiste in due diversi nuclei. Uno è denominato Gnutella2 Standard, l’altro Gnutella2 Network Architecture.

Salutato da utenti e appassionati del file sharing come un evento ad alto valore simbolico in un momento difficile per il p2p, l’ingresso della nuova piattaforma costituisce una svolta anche per i tanti sviluppatori impegnati nel work-in-progress del sistema.
Il nuovo sito strizza l’occhio soprattutto alla comunità di chi sviluppa, presentandosi come un vero e proprio developer network destinato a costituire un collettore univoco di risorse, uno spazio di dibattito e un laboratorio aperto da cui dovranno emergere la struttura finale e i tasselli ulteriori della nuova generazione dell’architettura.

L’obiettivo dei promotori è consolidare il protocollo p2p in questione come uno dei grandi poli di attrazione per quanti vorranno introdurre nuovi client per la condivisione e lo scambio on line di contenuti multimediali.
Un’ambizione che si traduce nel diventare “il” riferimento primo del peering mondiale, surclassando la concorrenza degli altri standard omologhi, dal FastTrack su cui poggia Kazaa, al più decantato e misterioso Freenet, soltanto per citare i più rappresentativi.
Già oggi, software per il file sharing come Shareaza p2p e MLDonkey (includono la presenza delle specifiche di Gnutella2. Per la cronaca, il primo è stato ideato dallo stesso autore del sito gnutella2.com.

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