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Privacy, in arrivo il nuovo Codice
La protezione dei dati personali sarà più europea a partire dal gennaio 2004: le novità riguardano lo spamming, ma anche la tutela delle informazioni di localizzazione di chi utilizza un telefono cellulareIl nuovo Codice in materia di protezione dei Dati Personali è destinato a introdurre importanti innovazioni nella tutela della Privacy e a uniformare la normativa italiana a quella europea secondo quanto previsto dalla Direttiva CE 58/02 che disciplinava la riservatezza nelle comunicazioni telefoniche ed elettroniche.
Il Testo Unico approvato dal Consiglio dei Ministri entrerà in vigore dal 1° gennaio 2004, ed è composto da:
- il Codice in materia di protezione dei Dati Personali, che raggruppa e riordina tutte le normative
- un Allegato Tecnico esplicativo delle misure minime di sicurezza a protezione dei dati personali, in particolare quando sono trattati con strumenti elettronici
- i Codici Deontologici per il trattamento dei dati personali in particolari fattispecie (attività giornalistica, fini storici, …)
Tra le innovazioni più importanti introdotte dal Codice, vi è la tutela del trattamento dei dati relativi alla localizzazione dei cellulari: alle compagnie erogatrici è vietato trattare dati che consentano di identificare il posizionamento di un utente (dati basilari, per esempio, per le attività di geomarketing) senza il suo preventivo consenso, che è peraltro revocabile in ogni momento.
È stata inoltre rafforzata la tutela contro le comunicazioni indesiderate (spamming), ribadendo il principio dell’opt-in, (art.130), per cui è consentito l’invio di comunicazioni mediante sistemi automatizzati (posta elettronica, fax, dispositivi automatici di chiamata) solo con il preventivo consenso dell’utente interessato: tale tutela è stata estesa anche all’invio di messaggi pubblicitari tramite Sms e Mms.
Sono state riformate anche le norme relative ai ricorsi davanti al Garante, che può essere adito dai singoli cittadini in varie fattispecie, per esempio proprio in caso di comunicazioni indesiderate: recentemente si è avuto un significativo pronunciamento del Garante che, in virtù del ricorso di un privato cittadino, ha condannato un’azienda ad un risarcimento di 250 euro per invio di spam (è disponibile on line una guida che ripercorre la vicenda e spiega l’iter per denunciare gli spammatori).





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