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Peer-to-peer consapevole

Scritto da Alessandro Lubello

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Una guida al p2p e al file sharing a cura dell’associazione Newglobal.it e promossa dal senatore dei Verdi Fiorello Cortiana. Per conoscere le caratteristiche tecniche e valutare le implicazioni legali dell’impiego
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La diffusione del peer-to-peer (p2p) come forma di condivisione della conoscenza in Rete è stata oggetto di diverse azioni di carattere repressivo negli ultimi anni, soprattutto da parte del mondo della produzione musicale. Ma la necessità di contrastare eventuali atti illeciti non deve portare all’eliminazione di uno strumento che in sé non è illegale e offre enormi opportunità ad aziende e utenti. Per questo è necessario che ci sia una maggiore consapevolezza delle caratteristiche dei sistemi p2p e delle implicazioni legali derivanti dal loro uso.

Un contributo in questa direzione viene dal senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, che ha collaborato con l’associazione Newglobal.it alla redazione della “Guida a un uso consapevole dei sistemi p2p e dei programmi di file sharing”. L’opuscolo è stato presentato giovedì 24 luglio a Roma durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte, oltre a Cortiana, Ettore Panella, informatico e curatore della parte tecnica della guida, e Manuel M. Buccarella, giurista informatico che si è occupato degli aspetti legali. La guida può essere scaricata dal sito dell’associazione Newglobal.it.

«Occorre evitare che la condivisione della conoscenza diventi una questione di illecito e di ordine pubblico», ha dichiarato il senatore Cortiana, che ha sottolineato come l’idea di realizzare la guida sia nata lo scorso mese, all’indomani della notizia di un’operazione della Guardia di Finanza che ha portato all’incriminazione di numerosi utenti di piattaforme p2p. «Ho visto questa cosa», ha osservato il senatore, «come un elemento di deterrenza e intimidazione».

Una visione superficiale del mondo p2p, prosegue Cortiana, è all’origine del comportamento meramente repressivo delle aziende. Il riferimento è soprattutto alle case discografiche, che invece dovrebbero «prendere atto dell’esistenza di questo nuovo supporto» e di conseguenza sviluppare strategie di marketing innovative. A questo occorre aggiungere, scrive Cortiana nella prefazione alla guida, che è importante «impedire in Italia derive pericolose, come succede negli Stati Uniti, dove i discografici possono permettersi di obbligare i provider a fare i nomi di utenti sospettati di condividere file in violazione del copyright, senza ordine del magistrato».

Alle questioni poste dal senatore cercano di dare alcune risposte le pagine scritte da Panella e Buccarella. La parte dell’opuscolo curata da Panella è un’introduzione che chiarisce gli aspetti tecnici e il funzionamento di sistemi p2p come Gnutella, Winmx, Kazaa e delinea le principali differenze con il sistema del pioniere Napster.

Conoscere questi aspetti è indispensabile per capire le implicazioni legali derivanti dall’uso del p2p, ha osservato Buccarella. Nella guida, il giurista spiega, per esempio, perché un sistema come Napster, basato sulla logica client/server, è stato considerato responsabile degli scambi di file protetti dal copyright tra i suoi utenti, mentre Gnutella, in cui tutti i Pc connessi fungono contemporaneamente da client e da server, sia perfettamente legale. «Nel caso dei sistemi p2p», scrive Buccarella, «l’assenza di un server centrale che smisti e indicizzi le richieste e che abbia una visione globale degli utenti e dei file contenuti nei dischi fissi degli stessi e, dunque, conoscenza dei file eventualmente illegali, impedisce di considerare il sistema illegale».

Pertanto il file sharing non è illegale in sé ma possono esserlo i contenuti scambiati. Alla luce della legislazione vigente e con particolare attenzione alla direttiva Ue in materia (Eucd European Union Copyright Directive, recepita con il decreto legislativo 68/03), Buccarella analizza accuratamente i problemi legati allo scambio di software proprietario, file musicali, file video e opere cinematografiche.
I contenuti della guida, hanno tenuto a sottolineare i promotori dell’iniziativa, non vogliono in alcun modo dare una risposta esaustiva alla questione del p2p. Si tratta invece di un progetto aperto che si spera potrà crescere grazie al contributo di semplici utenti ed esperti. Un indirizzo di posta elettronica, p2p@newglobal.it, è stato creato per ricevere segnalazioni, ma anche per la richiesta di chiarimenti e consigli legali.

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