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Il potere delle web-masse

Scritto da Sara Sironi

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Convincere centinaia di persone a scendere in piazza con qualche messaggio e-mail? Fatto. Anche in Italia. E le manifestazioni realizzate finora sono simboliche e apparentemente senza senso
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Una piccola folla entra in un grande magazzino di Manhattan. Le persone che la compongono dicono di abitare tutti insieme in un loft nel Queens. Vogliono comprare un tappeto e sono abituati a fare acquisti in compagnia. Dopo qualche minuto se ne vanno all’improvviso, tra lo sconcerto dei commessi.

Si chiamano Flashmob e stanno dilagando in tutto il mondo “connesso” alla Rete. “Mob” come massa, assembramento, mobilitazione (un fenomeno già salito da tempo agli onori delle cronache, come per esempio critical mass). “Flash” perchè durano solo pochi minuti.

I partecipanti vengono reclutati via posta elettronica, con lo stesso meccanismo delle catene. Io avviso dieci amici, tu fai altrettanto… Ci si ritrova all’ora e nel luogo stabilito e si scopre qual è la “manifestazione” programmata. Quindi si decide se partecipare o meno.

Finora tutti i Flashmob sono stati tutti incontri totalmente privi di senso, o comunque non hanno mirato a nessun tipo di protesta o dimostrazione esplicita.
L’unico Mob collegato a un “prodotto” specifico è stato quello giapponese di Tokyo e Osaka che ha visto scendere per le strade centinaia di persone vestite come l’agente Smith del film The Matrix.

Gli ingredienti della ricetta sono semplici: e-mail, molte persone, organizzazione semi-invisibile, luoghi pubblici o semi-pubblici, brevi periodi di tempo, istruzioni precise, sincronia perfetta.

Roma ha ospitato il primo Flashmob europeo: giovedì 24 luglio alle ore 19.00 moltissime persone si sono radunate in via del Corso e in 10 minuti hanno inscenato una manifestazione pacifica e rumorosa ai “danni” delle Messaggerie Musicali. Mentre i commessi cercavano disperatamente di far fronte alle orde di strani clienti che chiedevano libri inesistenti, è scattata l’ora dell’applauso. Quindici secondi. E poi via, tutti fuori, disperdersi.

L’evento ha avuto un’ampia risonanza sui media e in numerose città europee si stanno organizzando le prossime iniziative.

Non resta che tenere occhi e caselle di posta aperte (ci sono già newsgroup e mailing list) per partecipare, monitorare o tentare di cogliere l’evoluzione del potere delle masse della Rete.

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