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Più senso alla pubblicità
Google spiega perché il futuro dell’advertising on line sia in sistemi come AdSense. In Italia però alcuni ostacoli fiscali ritardano l’avvio del programmaSemplice e, forse, geniale. È l’idea delle pubblicità testuali “contestualizzate”. La carta l’ha per prima estratta dal mazzo Google e dallo scorso marzo gli annunci pubblicitari gestiti dal più importante motore di ricerca hanno cominciato ad apparire sui siti specializzati, fra i primi, l’ormai mitico Slashdot.org.
Poi è arrivata anche Overture che in estate è stata comprata da Yahoo proprio per competere con Google in questo promettente mercato.
| Super motori » Cronaca quotidiana di una corsa senza fine |
Come spiega a MyTech Massimiliano Magrini, responsabile vendite di Google Italia, «AdSense è un programma che permette a chi ha una pagina Web di generare revenue per sé e pubblicità per gli inserzionisti, oltre ad aumentare il reach di Google». AdSense - continua Magrini - ha l’obiettivo principale di «offrire pubblicità targetizzata, ovvero non indipendente dal contenuto accanto alla quale viene proposta ma, al contrario, in linea con il bisogno informativo del visitatore di quel momento.».
Ed è proprio su quest’ultimo punto che polemizzano alcuni critici del programma, affermando che, se un consumatore sta cercando informazioni su un prodotto, non è necessariamente dell’umore adatto per acquistarlo subito. Di qui, il dubbio sulle prestazioni di AdSense e la presunta maggiore efficacia di programmi, che come Google AdWords, visualizzano la pubblicità contestuale in corrispondenza dei risultati della ricerca di un utente su un motore; ricerca che, magari, comprende specificatamente la parola chiave “acquisto”.
Come spesso accade, è probabile che la verità stia nel mezzo, ovvero, che AdSense sia in grado di produrre risultati positivi per gli inserzionisti anche se, forse, con un livello di soddisfazione inferiore (ma anche con costi inferiori) rispetto a soluzioni quali AdWords, sempre di Google, o Premium Listings, proposto invece da Overture.
Dalle nostre parti però, almeno per il momento, le polemiche in merito sono rinviate, dato che i siti italiani sono ancora esclusi da AdSense. In questa fase di lancio sono stati ammessi solo i siti in lingua inglese e, inoltre, in Italia, sono emersi una serie di problemi fiscali legati ai pagamenti ai webmaster, che hanno costretto Google a chiudere le “frontiere”.
Solo alcuni siti, i più veloci, sono riusciti ad iscriversi prima della sospensione, per gli altri invece è iniziata un’attesa destinata a durare a lungo. La stessa attesa alla quale sono destinati gli utenti che vorrebbero installare la nuova Google Toolbar, la temuta “blocca pop-up”, in lingua italiana.
Anche in questo caso, Magrini non si è sbilanciato ad indicare date per il futuro rilascio, che resta ancora avvolta nel mistero. Tuttavia, nonostante questi piccoli rallentamenti, anche in Italia il business di Google procede a gonfie vele, come confermano il recente lancio di Google News in italiano e le stesse parole di Magrini: “Siamo molto soddisfatti del mercato italiano, stiamo avendo ritorni estremamente favorevoli e la qualità dell’advertising che raccogliamo è senz’altro elevata.”





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