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Icann e i nuovi domini del Web
Si semplifica e si rende più trasparente la procedura per creare domain di primo livello (come .com o .org). Già per il 2004 sono attese grandi novità e costi assai minori per sottoporre una propostaDopo una settimana di congresso a Cartagine, in Tunisia, il consiglio d’amministrazione di Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, l’organismo che sovrintende ai domini Internet) ha deciso una profonda revisione del processo che porterà a creare nuovi domini di primo livello. Da quando esiste Internet c’è sempre stata una manciata di domini “classici”: .com, per i siti aziendali; .gov, riservato agli istituti del governo americano, .mil, riservato al Pentagono, .edu, per le scuole e le università (americane) .net (reti generiche) e .org per le organizzazioni non governative.
L’unica novità in anni e anni è stata la recente creazione di .biz (per i siti commerciali, visto che sotto .com ormai c’è di tutto) name (per i privati cittadini), .info per i siti informativi e una sparuta schiera di domini destinati a specifiche industrie, tipo .aero per le compagnie aeree, .museum,.coop e pochi altri.
Una ben misera panoplia per combattere il vero problema di Internet, e cioè la penuria di nomi significativi sotto il dominio .com; i migliori sono già stati accaparrati, e chi è rimasto senza deve arrangiarsi con quello che resta. Ben sapendo che pochi netsurfer digiteranno istintivamente un indirizzo che finisce per .pro, uno dei domini di recente creazione. E dire che al momento dell’apertura dei nuovi domini la bolla Internet non era ancora scoppiata, e moltissime realtà si erano affrettate a sottoporre a Icann le proprie proposte, pagando pure 50 mila dollari a fondo perduto.
Ma con gran delusione di tutti, la montagna partorì il topolino: una decina di domini per lo più riservati a settori verticali e bocciatura senza appello di proposte che sembravano avere le carte in regola per essere accolte. Come .xxx (siti erotici) e .web, tanto per fare qualche esempio. Ma anche il .Pid (permanent identification domain) proposto dal registrar italiano Register.it, un innovativo meccanismo che avrebbe dato a tutti un unico indirizzo per le pagine Web e la posta elettronica ma anche per il numero di telefono fisso, cellulare e fax; una specie di “numero d’identità” valido dentro e fuori dal Web.
Naturalmente, le bocciature sollevarono un polverone di polemiche che durò anni, per poi finire in secondo piano con la crisi delle dot com e la fine di tante belle speranze. Ma le critiche hanno lasciato il segno, a quanto pare: al congresso di Cartagine Icann ha deciso di darsi regole di trasparenza per accogliere in futuro altri domini di primo livello, affidando la scelta a criteri maggiormente obiettivi, rendendo nel contempo meno onerosa la tassa per sottoporre una proposta; 50 mila dollari potevano andar bene nel 2000, oggi sarebbero un’enormità.
Non si conoscono ancora i dettagli della riforma, anche perché la nuova procedura sarà sottoposta alla comunità Internet per la fine di dicembre, ma gli analisti scommettono sul fatto che il processo sia automatizzato; inoltre, secondo le intenzioni del presidente di Icann Paul Twomey, oltre che più aperto, il percorso per la creazione di nuovi domini sarà “continuo”, meno legato a specifici “round” per il rilascio di un gruppo di domini. Ciò significa che a partire dal 31 dicembre, gli interessati potranno sottoporre a Icann le proposte di nuovi domini, che potranno diventare realtà nel corso del 2004.





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