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Anche l’Hdsl si fa piatta

Scritto da Giulio Boresa

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Il fratello maggiore e professionale dell’Adsl diventa flat rate: spunta nei listini di Wind, Tiscali, Ngi, MC-link, EasyNet e Radio Data Network, grazie alla caduta del blocco che imponeva il pagamento a consumo
«A ottobre una sentenza del Tar del Lazio ha dato ragione ai noi provider. Adesso possiamo acquistare anche la singola linea Hdsl flat rate. Prima invece Telecom ci imponeva l’acquisto di lotti da dieci linee. Se volevamo la singola linea dovevamo pagarla a consumo», spiega Luca Spada, amministratore delegato di Ngi.

Acquistare un lotto significa rischiare: si pagano dieci linee in anticipo, a Telecom, e poi bisogna sperare di rivenderle tutte agli utenti di una stessa zona. Il che è consueto nel mercato Adsl; ma è meno facile in quello Hdsl (High Speed Digital Subscriber Line), che ha una base di utenti ancora poco sviluppata.

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Adesso ci sono offerte Hdsl flat rate in vari tagli, da 128 Kbps fino a 34 Mbps (simmetrici). «Ma il più popolare è quello a 2 Mbps, con un Mbps di banda minima garantita», dice Daniela Daverio, responsabile della connettività presso Inet, del cui gruppo fa parte Ngi. Il canone è di 15-16.000 euro all’anno, con Ngi (varia a seconda delle dimensioni e delle esigenza dell’azienda). È incluso un Ip statico, un dominio e 10 caselle e-mail.

Si noti che l’Hdsl è il fratello più maturo e professionale dell’Adsl. Le prestazioni sono più stabili, poiché c’è un solo utente per ogni accesso Hdsl. Con l’Adsl, invece, gli utenti dello stesso provider e della stessa zona devono condividersi la banda. «La velocità di una 2 Mb Hdsl tende a essere intorno agli 1,8-2 Mbps. Secondo le nostre statistiche, può scendere in qualche momento fino a 1,5 Mpbs, ma è raro», dice Daverio.

Inoltre, la copertura Hdsl è più estesa di quell’Adsl: è pari al 91 per cento dei comuni. Tuttavia, «laddove possibile, se cioè l’utente dista meno di tre chilometri dalla centrale, Telecom preferisce portare l’SHdsl, che è su un singolo doppino, invece dell’Hdsl, che ha due doppini, ossia quattro fili. Così può risparmiare in infrastrutture», spiega Spada. Ma non c’è differenza di costi e di prestazioni, per l’utente, tra Hdsl e SHdsl. La copertura SHdsl è però più limitata rispetto a quella Hdsl e Adsl.

MC-link offre l’Hdsl flat rate solo in versione SHdsl: copre quindi pochi comuni (una ventina). Interessante però il prezzo: 9.480 euro all’anno per la 2 Mbps con 1 Mbps di banda garantita. «Abbiamo anche una SHdsl di livello più basso: 2 Mbps con 384 Kbps di banda garantita, a 6.000 euro all’anno flat rate. Sta avendo un buon successo», dice Cesare Veneziani, amministratore delegato di MC-link.

Altri attori dell’Hdsl flat rate sono Easynet (cinque offerte, di cui la più costosa è a 1.024 Kbps tutti garantiti, al canone mensile di 1.599 euro) e Radio Data Network: 2 Mbps, con 1 Mbps garantiti, a 1.400-1.500 euro al mese. I provider includono nell’offerta rispettivamente otto e cinque IP statici. Ci sono anche Wind e Tiscali, che non hanno però listini standard per l’Hdsl: i prezzi cambiano in base a molte variabili, poiché le offerte sono in larga misura personalizzabili dalle aziende che le sottoscrivono.

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