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La ricerca nel motore di Yahoo

Scritto da Luigi Gavazzi

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Ancora qualche settimana e poi il portale abbandonerà Google e userà una nuova tecnologia di Inktomi. Cambieranno gli equilibri sul mercato che si avvia a una condizione di quasi duopolio. In attesa delle mosse di Microsoft. Intanto ci si interroga su come reagiranno gli utenti
Se ne parla da tempo, ora però è ufficiale.
Nelle prossime settimane la ricerca di Yahoo non userà più Google ma passerà alla tecnologia di Inktomi, società comprata alla fine del 2002 per circa 235 milioni di dollari, proprio per entrare con prepotenza nel mercato del search su Internet.

Super motori
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L’annuncio ufficiale da parte del Ceo di Yahoo, Terry Semel, riaccende dunque il settore, il cui assetto dovrebbe cambiare.
Yahoo lavora da un anno per entrare in concorrenza diretta con Google.
Anche perché controllare le ricerche significa - già ora, ma soprattutto in prospettiva - controllare una fonte significativa di entrate pubblicitarie particolari e promettenti: quelle legate appunto ai search sponsorizzati, e ai cosiddetti ad contestuali. Oltre che, naturalmente, esercitare una potere immenso sui percorsi di navigazione, attirando traffico e, quindi, pubblicità “tradizionale”.

Per la verità, la mossa di Yahoo di puntare su Inktomi, in termini di fatturato proveniente dalla pubblicità non dovrebbe per ora avere un impatto significativo. L’azienda di Terry Semel già utilizzava Overture dal 2001 per la gestione delle inserzioni legate alle ricerche (che per ora, negli Stati Uniti, rappresentano circa un terzo del totale del fatturato pubblicitario su Internet secondo l’Internet Advertising Bureau: cioè il 31 per cento dei 1,66 miliardi di dollari complessivi), relazione che si è ulteriormente consolidata quando anche Overture è stata inghiottita da Yahoo.

Più interessanti forse sono le domande che utenti delle ricerche e aziende e organizzazioni che contano molto sul posizionamento nei motori si stanno ponendo: la tecnologia di Inktomi sarà all’altezza del concorrente? E soprattutto verrà ritenuta credibile dai navigatori?

Secondo, i dati più recenti di Comscore Media Metrix, (società statunitense specializzata nell’analisi del traffico Internet che ha messo a punto la scorsa primavera il servizio qSearch per il monitoraggio dei motori di ricerca) Google controlla direttamente, o, indirettamente attraverso i partner che usano il suo motore (come la stessa Yahoo, fino a oggi) una quota fra il 70 e l‘80 per cento delle ricerche. Perdendo l’apporto di Yahoo, stimano gli analisti, scenderebbe attorno al 54 per cento.

Così quello che rischiava di diventare un quasi-monopolio sembra destinato a diventare un quasi-duopolio, situazione prevista dagli esperti già lo scorso anno, commentando le varie operazioni di Yahoo.
Poi però c’è Microsoft. A Redmond stanno lavorando a una tecnologia propria e nel corso dell’anno dovrebbe arrivare la mossa che renderebbe la società di Gates il terzo incomodo.

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