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File sharing all’italiana, il ministro ci ripensa

Scritto da Alessandro Lubello

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Marcia indietro sulle sanzioni del decreto Urbani: scaricare file per “uso personale” non significherà più incorrere in pesanti multe. Ma il percorso della legge è tutt’altro che liscio: spunta anche la proposta Carlucci che vuole tassare i provider
Il download di file dai servizi peer to peer non sarà più sanzionato come prevedeva il decreto del ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani, emesso dal governo il 12 marzo scorso con lo scopo di colpire lo scambio illegale di film su Internet. Ieri, infatti, il presidente della Commissione Cultura della Camera, Ferdinando Adornato, ha annunciato la disponibilità del ministro a cancellare le sanzioni contro gli utenti che scaricano file per uso personale.

In queste ultime settimane il decreto aveva sollevato dure critiche da parte degli operatori Internet e delle associazioni impegnate nella difesa delle libertà digitali. Forte il grido d’allarme lanciato dai fornitori di servizi Internet, obbligati a segnalare alle autorità i nomi degli utenti che violano la legge. Nelle scorse ore però, in seguito alle roventi polemiche, era emerso un orientamento trasversale in Parlamento favorevole all’introduzione di modifiche sostanziali al decreto Urbani.

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L’occasione si è presentata ieri, quando i Democratici di Sinistra hanno presentato un’opposizione di costituzionalità al decreto, poi ritirata in seguito alla disponibilità di Urbani a modificare la legge. La marcia indietro del ministro è stata accolta con soddisfazione dagli oppositori del decreto, che però non considerano chiusa la questione. Occorre risolvere il nodo delle sanzioni per gli Isp che si rifiutano di segnalare alle autorità i nomi degli utenti che violano la legge. «Resta assolutamente critico il passaggio del decreto che prevede che i provider», ha dichiarato il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, «divengano impropriamente i mastini di Internet, controllori degli utenti in lesione della loro privacy».

La questione dei provider sarà affrontata nei prossimi giorni dalla Commissione, che continuerà a lavorare sul decreto seguendo le nuove direttrici e cercando di rendere omogeneo il trattamento per tutte le opere dell’ingegno. Al centro del dibattito ci sarà la proposta della parlamentare di Forza Italia Gabriella Carlucci, che prevede l’imposizione di una tassa sui ricavi dei fornitori di connettività per compensare le copie fatte non a fini di lucro.

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