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Dal caso Winny a Marilyn Manson: ancora musica, ancora copyright

Scritto da Nicola Battista

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Una lente puntata sulle vicende che coinvolgono la musica on line: l’appuntamento quindicinale di MyTech con l’altra faccia della Rete, quella che suona. E che ascolta
Il nome fino a poco tempo fa ignoto del trentatreenne professore giapponese Isamu Kaneko è balzato agli onori delle cronache lo scorso 10 maggio aggiungendosi a una lista ormai non più cortissima degli sventurati incappati nelle maglie delle nuove leggi sul diritto d’autore.

L’unica colpa di Kaneko è quella di aver creato Winny, software per la condivisione anonima di file; ma dopotutto, come molti ricordano, il protocollo Ftp e molte altre tecniche di uso comune - per non parlare di una lista infinita di altri software peer-to-peer - non consentono forse praticamente la stessa cosa? Kaneko, che insegna all’Università di Tokyo, è stato arrestato e rischia quantomeno una pesante multa se non alcuni anni di galera. C’è da dire che con una rapida mobilitazione on line sono già stati praticamente raccolti i fondi per coprire la multa eventualmente appioppata al povero insegnante.

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Dopo i noti casi del professor Felten, di DVD Jon” Johansen (e di coloro che come Emmanuel Goldstein hanno contribuito a diffondere il software DeCSS) o di Dmitry Sklyarov, stavolta tocca a un cittadino della terra del Sol Levante, in un paese quindi diverso da Stati Uniti e Norvegia, teatro dei casi precedenti (che avevano in generale un riferimento al famigerato provvedimento noto con la sigla DMCA). Inoltre, il giapponese vanta ora un discutibile primato: è il primo sviluppatore di software P2P ad essere arrestato. Paradossalmente, persino in America, ad alcuni, l’applicazione di sanzioni penali pare eccessiva.

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Va anche aggiunto, comunque, che secondo fonti della polizia giapponese (che riporterebbero alcune dichiarazioni dell’arrestato) Kaneko avrebbe un atteggiamento particolarmente ostile ai detentori di copyright e le attuali normative, e pertanto avrebbe intenzionalmente creato e diffuso il proprio software proprio per “incitare” alla violazione delle leggi.

Il secondo caso del mese è anch’esso legato a musica e copyright ma esula dall’ambito del P2p: stiamo parlando della vicenda che vede da una parte la popstar Marilyn Manson - al secolo Brian Warner - e dall’altra Scott Putesky, produttore ed ex membro del gruppo “The Spooky Kids”. La pubblicazione di un cd e un dvd da parte dell’etichetta Empire Musicwerks ha suscitato le ire di Manson, secondo il quale i contenuti dei due supporti violerebbero diversi copyright.

Secondo I legali della controparte, invece, l’ingrato e geloso Manson vorrebbe solo stroncare la carriera dei suoi ex collaboratori, cui in realtà dovrebbe buona parte del proprio successo, e perciò starebbe cercando di bloccare una pubblicazione legittima. Le richieste di Manson sono piuttosto esose ed includono tra l’altro un risarcimento di 500.000 dollari, il ritiro dalla circolazione e la distruzione del prodotto “incriminato”.

(Si ringrazia Nicola D’Agostino per la collaborazione)

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