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Un altro fronte anti-Microsoft per Mozilla e Opera
La tenace icona della navigazione open source e il peso superleggero del browsing parlano di modulistica on line. L’intento - politico - è di rafforzare l’interoperabilità fra i vari programmi disponibili per il surfing. Prima che sia troppo tardiMozilla Foundation - titolare del browser open source più famoso in assoluto - e Opera Software, impegnata nello stesso settore con il leggerissimo programma di navigazione omonimo, aprono un inedito fronte anti-Microsoft.
Si dicono infatti pronte a unire le proprie forze per la promozione di una specifica tecnica di nicchia ma piuttosto importante nel contesto del Web, riguardante la modulistica on line. O, per chi ama e mastica l’informatichese, i form.
Al di là del fatto in sé, la stretta di mano ha un intento politico nemmeno tanto celato e soprattutto dalla doppia natura: prima ancora che strategico, lo sfondo dell’iniziativa è di tipo pratico, poiché mira a rafforzare l’interoperabilità tra i vari client disponibili per la navigazione.Come primo tassello, ecco il lavoro congiunto sui form e - per l’esattezza - sulla specifica denominata “Web forms 2.0”. Si tratta di un’estensione alle attuali modalità con cui i moduli Web sono definiti dal linguaggio Html 4.01 oppure sono applicati agli agenti utente di Xhtml.
La proposta di protocollo che Mozilla e Opera si apprestano a inoltrare al W3c per la definitiva approvazione include una serie di nuovi attributi, eventi di vario tipo, interfacce di tipo Dom e tutta una serie di novità mai sottoposte a qualsivoglia processo di standardizzazione in quest’ambito.
“Quella delle applicazioni Web - si legge nel primo paragrafo del documento che le due società hanno preparato in merito - è un’area importante, eppure non è stata finora adeguatamente servita dalle tecnologie esistenti”. A maggior ragione, argomenta la parte restante del testo, è necessario che tutti i soggetti coinvolti nel settore a vario titolo si impegnino a investire in prima persona per sostenere i processi di standardizzazione.
Estendendo ulteriormente il discorso, Ian Hickson di Opera Software lancia un qualcosa che assomiglia molto a una predizione piuttosto allarmante. Possiamo sintetizzarla in questo modo: se la comunità open source non si affretterà a individuare una soluzione alternativa per gli standard delle applicazioni Web, ad aggiudicarsi lo status di standard de facto saranno la tecnologia Avalon di Microsoft e il suo parente framework .Net.





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