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Google, Yahoo!, Hotmail & co.: scontro all’ultimo MByte

Scritto da Fabio De Lorenzi

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Tuttora assente dalle scene ufficiali, Gmail ha scatenato una vera e propria corsa all’ampliamento delle risorse di posta elettronica. La febbre dell’e-mail si diffonde rapidamente scoprendo il (vero?) nuovo fronte della tenzone: l’Asia
Mentre Google rinvia ancora l’esordio ufficiale il suo Gmail, il movimento scatenato dal clamoroso annuncio del primo aprile continua a produrre i suoi effetti altrove. Anche dall’altro capo del mondo, come nel caso dell’India, recentissima rivelazione hi-tech.
Il marchio è quello di Rediff, Internet company, con sede fisica a Bombay che per i suoi servizi gratuiti di messaggistica elettronica ha deciso di portarsi alla barriera del Gbyte e di prevedere la possibilità di inviare allegati da 10 Mbyte.
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Nella stessa direzione del provider indiano, ma più cautamente, ha deciso di procedere anche Yahoo!, che ha già reso operative le sue caselle da 100 MByte per gli utenti non paganti del suo servizio postale, proponendo addirittura una capienza doppia rispetto a quella di Gmail per chi decide di aderire all’offerta premium da 20 dollari all’anno.
Prima ancora, a maggio, la versione europea di Lycos, altro portal dell’era dei pionieri, aveva disteso lo spazio dei suoi server promettendo ai navigatori l’agognato Giga.

In questo clima di fermento, l’assenza di Microsoft non poteva durare certo a lungo. E così è stato. A breve distanza di tempo dall’iniziativa di Yahoo! e dopo aver accuratamente studiato le mosse dei vecchi e dei nuovi competitor della sua Hotmail, la società di Bill Gates ha deciso che la taglia giusta per aggredire il settore è quella dei 250 Mbyte, cioè ben 125 volte più ampia di quella proposta fino al momento del lancio.
Il potenziamento ha interessato anche gli attachment, che potranno ora arrivare sino alla soglia dei 10 MByte. Allineata a quella di Yahoo! è l’offerta di posta a pagamento: 19 dollari e 95 all’anno danno diritto a uno spazio da 2 GByte.
Restando nella medesima area geografica evocata in partenza nell’associazione con il fenomeno Gmail e tanto per rimanere nel discorso dei servizi on line, è impossibile non notare come quello asiatico si stia configurando come il prossimo fronte caldo per la guerra tra i grandi protagonisti delle ricerche su Internet.
In una manciata di giorni, Google ha investito infatti nel motore di ricerca Baidu e Yahoo! ha presentato Yisou. In Entrambi i casi, com’è facilmente verificabile collegandosi ai rispettivi indirizzi, si tratta di iniziative che coinvolgono la Cina.

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