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Spam, Stati Uniti sempre peggio

Scritto da Luigi Gavazzi

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La graduatoria semestrale di Sophos sui paesi che più generano mail spazzatura non registra miglioramenti nella condizione degli Usa, nonostante siano passati nove mesi dall’entrata in vigore della legislazione restrittiva
Ormai lo spam è al primo posto delle lamentele dei forzati della Rete e non passa giorno senza che arrivi qualche nuovo dato. Adesso è la volta della classifica dei paesi che più contribuiscono alla pioggia di email indesiderate, compilata da Sophos, la società che produce soluzioni antivirus e (appunto) anti-spam. La graduatoria si basa sui messaggi ricevuti nell’ultimo mese dai vari centri di rilevamento Sophos.



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Paese - percentuale sul totale di spam generato
Stati Uniti - 42,53
Corea del Sud - 15,42
Cina e Hong Kong - 11,62
Brasile - 6,17
Canada - 2,91
Giappone - 2,87
Germania - 1,28
Francia - 1,24
Spagna - 1,16
Regno Unito - 1,15
Messico - 0,98
Taiwan - 0,91
Altri - 11.76

Nel commentare i dati, Graham Cluley di Sophos ha sottolineato come gli Stati Uniti, nonostante siano passati quasi nove mesi dall’approvazione dei provvedimenti contro lo spam (The Can-Spam Act - Controlling the Assault of Non-Solicited Pornography and Marketing) continuino a produrre enormi quantità di mail spazzatura, mantenendo quasi invariato il loro contributo percentuale.

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La Corea del Sud, che vanta il primato di paese con la maggior densità di connessioni a banda larga, ha scalato la classifica triplicando la quota percentuale di spam inviato rispetto a sei mesi fa. Buon lavoro, invece, quello fatto dal Canada che è passato dal 6,8 all’attuale, modesto, 2,9%.

Cluley ricorda anche quello che ormai si va ripetendo da alcuni mesi: sempre più spesso le “macchine” per lo spam sono i pc con connessioni broadband infettati da virus di tipo trojan che vengono così controllati da burattinai. Il tecnico di Sophos azzarda anche una cifra: il 40% dello spamming mondiale arriverebbe proprio da questi pc zombie.

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