Gentili utenti vi informiamo che il team di MyTech si è spostato sul canale Hitech & Scienza di Panorama.it

      non hai uno username? regìstrati   /   recupera la password

apple / google / microsoft

Induce act, la nuova bozza “scagiona” i player portatili

Scritto da Fabio De Lorenzi

Dopo le numerose e veementi polemiche il Copyright office statunitense ufficializza la propria controproposta. La guerra all’illegalità nel mondo del file sharing continua, ma si apre più di uno spiraglio per l’industria dei lettori
Player Il contestatissimo Induce Act torna a far parlare di sé con le quattro pagine di una nuova bozza dei suoi contenuti resa pubblica ieri dall’agenzia statunitense che si occupa di proprietà intellettuale (U.S Copyright Office).
Per la cronaca, il documento in questione è una proposta di legge che dovrebbe essere inserita nell’ordinameno statunitense rendendo di fatto i sistemi di scambio online illegali poiché capaci di indurre l’utente a violare le leggi sul copyright.

Musica, file sharing e denaro
» Tutto sulle note in arrivo dalla Rete
Questa nuova variante, che dev’essere considerata un passo intermedio verso quello che sarà il testo in versione definitiva, aggiunge un’ulteriore definizione al concetto di “persuasione” che di fatto accoglie le richieste fatte dall’industria della produzione dei dispositivi per la riproduzione dei file musicali. Quest’ultima, all’indomani della pubblicazione della precedente versione del provvedimento, fu protagonista di una vera e propria sollevazione, temendo che il testo, una volta approvato, avrebbe portato alla fine dei lettori portatili, iPod in testa.

MUSICA DA PASSEGGIO
» » leggi tutti gli articoli di MyTech sui player
In pratica, ciò che porta con sé il nuovo testo è prima di tutto la maggiore enfasi sullo spartiacque esistente tra il considerare i network peer-to-peer in un versante illegale perché capaci di “spingere al crimine” in modo intenzionale, sollevando al contempo i dispositivi hardware da queste stesse responsabilità, collocandoli in una posizione meno problematica al riparo dalle ingerenze dell’industria e delle agguerrite associazioni di categoria.

Commenti   (Inserisci un commento)

Ancora nessun commento.

Effettua il login