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Wind lancia TiVedo: pro e contro del videotelefono

Scritto da Tommaso Pericle

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La corsa all’oro della telefonia fissa con corredo di immagini si fa sempre più interessante. Nonostante il diffondersi e il moltiplicarsi dei modelli in commercio l’offerta tricolore è carente sul piano della connettività. Ecco perché
Wind risponde al videotelefono fisso di Telecom Italia con TiVedo. Che non è un videotelefono, in realtà, ma semplicemente uno schermo da 3,5 pollici, prodotto dall’americana Vialta che incorpora una telecamera Cmos e un modem piuttosto lento, a 33,6 Kbps.
TiVedo si collega tramite un jack Rj11 a qualsiasi telefono, fisso o cordless, purché analogico - esclusi dunque i centralini digitali - e consente di vedere e farsi vedere dal proprio interlocutore, alla non esaltante velocità di 3 frame al secondo, purché il chiamato sia a propria volta in possesso di un TiVedo o di un qualsiasi altro apparecchio per videotelefonia compatibile con lo standard internazionale Itu H324.

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I telefoni con lo schermo vantano una crescente popolarità, tanto che c’è anche chi, come Campho Advance, che propone di modificare il Game Boy per trasformarlo in un gadget per le videotelefonate: il progetto riguarda al momento il solo Giappone, ma non è escluso che presto lo vedremo anche dalle nostre parti.
Curiosamente, al momento non è garantita la compatibilità con il videotelefono Telecom Italia, tecnologicamente più ambizioso perché capace di gestire anche Sms, e-mail e fax. In compenso, le videochiamate di TiVedo sono più convenienti, visto che gli utenti Wind le pagano esattamente come le telefonate normali, mentre chi usa il videotelefono di Telecom Italia paga 6 eurocent al minuto.
Il videotelefono può essere utilizzato anche dai clienti in Carrier selection o Preselection con altri operatori. In tal caso la videotelefonata sarà comunque effettuata e fatturata con Telecom Italia, sempre a 6 eurocent al minuto. Entrambi i prodotti costano 199 euro, 299 se se ne acquista una coppia.

Anche l’Italia sta dunque scoprendo la videochiamata tra telefoni fissi, dopo averla assaggiata sui telefonini. Il problema è che l’intera operazione si basa sulla vecchia tecnologia analogica e sul doppino in rame.
Altrove, dove le reti broadband (Dsl, cavo ottico, etc.) sono più diffuse, la videochiamata sfrutta il Voice over Ip e non solo permette di vedere meglio il proprio interlocutore - con video più fluido, più colori e maggior risoluzione - ma di guadagnare in termini di interattività: se la videochiamata corre lungo una linea digitale, invece che arrancare su un doppino, oltre al video possono transitare documenti, file audio, fax e immagini in alta risoluzione.
Cioè tutti i mattoncini che, uniti al software di groupware, costruiscono la videoconferenza vera e propria. Non è fantascienza: Time Warner Cable, il secondo più grande gestore di reti a banda larga degli Stati Uniti, ha già connesso in via sperimentale 140 mila famiglie texane, e si prepara a lanciare la videoconferenza ad alta banda in modo massiccio in tutti gli Stati Uniti.
Che di conseguenza stanno per sperimentare la videoconferenza di massa, mentre noi ci accontentiamo di strizzare il rame per far passare qualche fotogramma al secondo e già ci sembra fantascienza.

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