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I messenger a tre dimensioni di Aol e Imvu

Scritto da Fabio De Lorenzi

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Da un’idea del geniale Will Harvey e sulla scorta di altre, passate sperimentazioni a base Web, l’ultima frontiera dell’instant messaging. Il matrimonio con la tecnologia 3D si appresta a fare delle chat un’esperienza… emozionante
Dei milioni di utenti che ogni giorno, in tutto il mondo, comunicano in tempo reale utilizzando i software per l’instant messaging sarà soltanto una ristretta cerchia di iniziati ad accorgersi della rivoluzione in atto. Poi, gradualmente, le cifre saliranno, arrivando ad assumere proporzioni di massa.
Tra i rivoluzionari più illuminati è possibile intravedere già ora alcune sagome come quella di Aol o della meno conosciuta - quantomeno qui in Italia - Imvu.
Entrambe hanno da poco lanciato due servizi che, con rispettive peculiarità, si prefiggono il medesimo fine: portare nella messaggistica istantanea la terza dimensione. Nel senso della grafica 3D, usata per riplasmare l’interno delle stanze virtuali in cui si chiacchiera e ancor di più per dare a ogni utente la possibilità di personalizzare la comunicazione con l’uso di avatar e icone ultrapersonalizzate.

Imvu ha nel simulatore di vita sociale There il suo background e nella tridimensionalità “ambientale” la sua specialità. Con il primo ha in comune l’ideatore, il geniale Will Harvey, mentre gli ambienti sono quelli 3D delle chat room in cui la comunicazione può aver luogo senza che l’utente si trovi costretto ad abbandonare il proprio messenger preferito.
Harvey crede che la sua ideazione avrà successo perché rispolvera in chiave attuale e al momento giusto la vecchia idea dei mondi virtuali, poi abbandonata perché troppo prematura rispetto allo stato evolutivo della Rete di allora. A sostegno di questa tesi, il promotore del progetto cita gli oltre mille utenti che a sua detta ogni giorno fruiscono dell’applicazione.
Al momento, l’unico vero limite di Imvu sembra derivare dal fatto che la comunicazione può essere soltanto di tipo one-to-one. A breve, questo ostacolo verrà tuttavia superato, mentre al contempo si verificherà un’apertura verso il mondo dei giochi: nell’immaginario di Harvey non manca molto perché si possa arrivare a organizzare vere partite di poker con il proprio alter ego seduto al tavolo verde e virtuale.

Va detto che, a un livello base, il servizio è gratuito, ma qualora si volesse arricchire l’avatar per esempio con abiti diversi da quelli forniti per default, oppure con accessori e funzionalità aggiuntive, si dovrà mettere mano al portafogli.
Diversa la strategia attuata da Aol per i Super Buddy, le emanazioni grafiche dell’io virtuale che si appoggiano ad Aim (Aol instant messenger): due dollari per acquistarne uno non sono pochi, ma - giurano da Aol - la cifra è ampiamente compensata da ciò che si prova vestendo i loro panni.
Perché, dicono gli estimatori di questo genere di tool, vedere tradotta su un viso virtuale un’emozione che magari è molto difficile da esprimere con il proprio volto reale, può diventare un’esperienza davvero entusiasmante.

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