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Google Desktop Search è un pericolo per la privacy?

Scritto da Guido Sintoni

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Il Ceo della rivale canadese Copernic lancia l’allarme sul nuovo motore di Mountain View
Google Desktop Search? Un disastro per la privacy“. Parole e musica di David Burns, Ceo della canadese Copernic.
Nell’offerta dell’azienda vi è un software, Copernic Desktop Search (definito dal produttore “Il motore di ricerca per il tuo Pc”), in diretta concorrenza con quello di Google e presentato all’inizio di settembre.
Abbastanza per giustificare una simile uscita nei confronti del colosso-Google, i cui uffici legali sono presumibilmente agguerriti e pronti a colpire?
Burns è spavaldo e rincara la dose: “Gli utenti dovrebbero sapere che il gigante dello scambio dei banner pubblicitari (cioè la stessa Google, n. d. r.) intende in futuro mischiare ricerche pubbliche e private, promuovendo di fatto le proprie iniziative di pubblicità contestuale“.
La chiave di lettura è semplice: poiché Google, attraverso il proprio motore di ricerca per desktop, conosce il contenuto di ogni Pc, sarebbe in grado di offrire pubblicità realmente mirata: un sogno per i responsabili marketing di mezzo mondo.

Super motori Burns conclude: “Molte aziende non vogliono compromettere la loro reputazione. In passato abbiamo offerto strumenti simili a potenziali partner, ma il diniego dei portali più conosciuti e dei produttori di Pc è stato unanime”.
Probabile che la polemica nasca proprio da questo “no”, ma in genere una voce critica ha sempre il vantaggio di sollevare legittimi interrogativi, anche se lo scenario prospettato da Burns sa più di situazione orwelliana che di ipotesi reale, se non altro per i costi legali e di immagine che ciò comporterebbe anche a un mastodonte come Google.
Per adesso, fa fede la Privacy policy di Mountain View per il proprio Desktop Search: “L’applicazione ricerca e invia a Google un numero limitato di informazioni non personali, quali il numero di ricerche effettuate e il tempo di ricerca (…), utilizzate per migliorare l’applicazione. Si può scegliere di non inviare queste informazioni durante il processo di installazione e, successivamente, in ogni momento. Nessuna informazione personale sarà spedita a Google senza esplicito assenso”.
C’è da scommettere che molti tecnici abbiano già messo mano a strumenti quali gli sniffer di rete per verificare se la dichiarazione sia veridica.

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