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Kerry vs Bush, visto dalla Rete

Scritto da Martina Zavagno

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Siti ufficiali, merchandising ma soprattutto parodie, punti di vista alternativi, musica e video » Photogallery
A POCHI GIORNI DAL 2 novembre, giorno delle elelzioni presidenziali Usa, vale la pena di fare un giro in Rete per dare un’occhiata ad alcuni fra le centinaia di siti che parlano (e sparlano) dei due candidati.

Che Internet possa svolgere un ruolo importante in ambito elettorale è una questione ancora tutta da dimostrare. Se si dovesse giudicare dai budget investiti dai due candidati in comunicazione e pubblicità on line, la risposta sarebbe senz’altro negativa, visto che si tratta di cifre “irrisorie” rispetto a quelle spese nei media tradizionali, televisione in primis. Nonostante i cento milioni di americani che ogni mese si collegano a Internet, secondo uno studio condotto da Pew Internet & American Life Project, Bush e Kerry hanno speso “solo” 1.8 milioni di dollari.
Agli occhi dei comunicatori politici la Rete deve ancora acquisire credibilità. Nelle passate elezioni della cosidetta “era Internet” solo Bill Clinton, nel 1992 e nel 1996 aveva dimostrato di tenere un minimo in considerazione la Rete, anche se, la misura di questo “minimo” non va valutata in assoluto ma, semplicemente, in rapporto con quanto (non) speso dai suoi avversari di allora.

Punto di partenza di questa piccola guida alle elezioni in Rete sono, naturalmente, i siti ufficiali dei due candidati. Quello di George W. Bush appare un po’ come un supermercato delle informazioni, stracolmo di link, notizie, foto e banner animati inseriti in un layout grafico molto patriottico, volto a promuovere il “brand” Bush che, come recita il suo slogan, garantisce sicurezza agli americani (agli altri, non si sa.). L’attuale presidente dimostra di essere al passo con i tempi del Web, tant’è che sul suo sito c’è anche un blog che raccoglie lettere dei fan, fotografie delle sue più recenti apparizioni, articoli di stampa e, cosa interessante e insolita, una ricca serie di feed Xml per ciascun argomento trattato.

Più sobrio nella grafica e meno smaccatamente propagandistico è invece il sito ufficiale della coppia Kerry/Edwards. Tra le tante pagine che anche questo sito offre, ce n’è una particolarmente curiosa dedicata al rivale George W. Bush, dove la “W”, si dice, sta per “wrong” ovvero sbagliato.
L’America è la patria del gadget, non potevano dunque mancare i due siti con il merchandising ufficiale: Bush offre anche le palline da golf con il suo nome mentre Kerry si limita a stickers di tutti i tipi e qualche bel giubbotto. Per fortuna però, oltre al lato ufficiale, la Rete offre molti siti indipendenti.
Il sito parodia dedicato a Georgie, attivo fino a qualche mese fa, ora è chiuso [http://www.gwbush.com/]. La censura, per fortuna, non c’entra. Come spiegano i redattori in una nota “tutti coloro che negli anni hanno lavorato alla parodia del presidente, sono ora impegnati sul campo a sconfiggerlo per far eleggere John Kerry“. Per chi vuole farsi qualche risata, non mancano però le alternative: Political Strikes propone cartoons contro Bush, Dancing Bush ce lo fa vedere allegro e danzante, mentre in un altro video realizzato da Gregg and Evan Spiridellis, fa coppia con Kerry.

Anche dalle nostre parti c’è chi si è divertito con i due candidati, come ad esempio, il musicista Bottin che ha creato un pezzo electro house con campionamenti presi dai video elettorali.
C’è molto meno da ridere invece guardando questo video, realizzato con spezzoni dei discorsi di Bush ed altri esponenti repubblicani durante la convention di partito svoltasi a New York all’inizio di settembre.

Decisamente interessante la scelta del Guardian che tra le altre iniziative ha deciso di seguire con un diario fotografico la vita di cinque famiglie americane dal 26 ottobre al giorno delle elezioni.
Infine (…but not least, ovviamente) i blog: sono innumerevoli quelli dedicati alle elezioni: per orientarsi vale la pena fidarsi di CyberJurnalist.net li ha tenuto sotto controllo e ne segnala sempre molti; qui si trovano i più recenti.

Per sapere, alla fine, chi vincerà (e si vogliono consultare fonti Usa) si possono tenere gli occhi direttamente puntati sui siti web dei due storici quotidiani americani: il New York Times con lo speciale Campaign 2004 e il Washington Post con il suo 2004 Election per entrambi serve una registrazione, gratuita.

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