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Internet: caccia al dominio scaduto

Scritto da Giulio Boresa

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Cresce il business delle aste dei nomi non rinnovati. Protagonisti aziende “specializzate” e i registrar Internet: tutte le notizie
Smemorati e distratti del Web sono avvisati: dimenticare di rinnovare il proprio dominio può costare caro di questi tempi. Significa quasi sicuramente perderlo e poi dover sborsare centinaia di euro se lo si rivuole indietro.

Negli ultimi 12 mesi si è infatti decuplicato il numero di aziende che sui domini scaduti hanno creato un business milionario: li comprano all’istante o ci fanno un asta pubblica. È quello che è accaduto a un cliente di NewEvo, azienda di San Marino fornitrice di servizi finanziari e Web. “Ho registrato due domini per un cliente che, alla scadenza, ha deciso di non rinnovarli. Poi ha cambiato idea, ma nel frattempo erano entrati nel periodo di grazia, 45 giorni durante i quali il dominio può essere acquistato solo dall’ex intestatario a fronte di un sovrapprezzo”, spiega William Casali, titolare di NewEvo. Nasce così un’idea che poi si è rivelata poco felice: fare scadere il dominio del tutto, “tanto si trattava di nomi poco interessanti”, e poi riacquistarlo sul pubblico mercato, a prezzo normale. Peccato che il dominio è stato subito comprato da una società che basa proprio su questa attività il proprio business. Ha chiesto 330 euro in cambio di quel dominio. Le peripezie di Icann Il rischio più grande, però, è di finire nelle mani di aziende che non acquistano il dominio appena scaduto ma che si limitano a inserirlo in un elenco di una pubblica asta. Aziende di questo tipo stanno avendo successo e ce ne sono alcune, come Pool.com e Namewinner.com, che si occupano soltanto di tale business. Fanno da intermediari tra il registrar e l’utente che, vincitore dell’asta, acquisterà il dominio. Le loro liste sono aggiornatissime - circa 20 mila nuovi domini scaduti al giorno- e quindi c’è poca speranza, per gli intestatari distratti, di farla franca. Si tratta, beninteso, di un business legale; queste aziende hanno accordi di revenue sharing con i registrar, a cui l’asta conviene: fa alzare il prezzo di vendita del dominio.
“È ormai diventato un mercato da 60 milioni di dollari all’anno”, conferma Taryn Naidu, General Manager di Pool.com. Ed è cresciuto così tanto, di recente, da giungere a una svolta: in ottobre, Pool.com ha aperto le proprie aste anche agli stessi registrar, che possono così acquistare i domini più ambiti e poi rivenderli per conto proprio.

Ma i registrar hanno ormai capito che con i domini scaduti si possono fare buoni affari. Perché allora dover spartire la torta con aziende come Pool.com? Ecco quindi che uno dei più grandi registrar mondiali, Network Solutions, da settembre per la prima volta nella storia di Internet ha deciso di non rimettere più sul libero mercato i domini che ha registrato e che sono scaduti. Li tiene per sé, anticipandone il costo presso l’autorità competente, e poi li mette all’asta. L’idea non è piaciuta a Pool.com che, insieme con un centinaio di aziende analoghe, in ottobre ha citato in giudizio Network Solutions, accusandola di attività anticoncorrenziale. Hanno chiesto 150 milioni di dollari di danni.

Commenti   (Inserisci un commento)

E' capitato pure a me di servirmi di questi servizi per il recupero domini, nel mio caso https://www.wix.it/ , e devo dire che sono veramente efficaci. Non voglio fare pubblicità a nessuno, ma effettivamente danno una marcia in più.. proprio quella che ci vuole quando vogliamo registrare un dominio scaduto che può interessare a diversi utenti.

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