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Yahoo! sugli scudi: più spazio per la posta e meno spam

Scritto da Guido Sintoni

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Non solo capienza: la partita dell’e-mail si gioca sul terreno della sicurezza» Search engine
La discesa in campo di Google con Gmail ha rivoluzionato il mercato delle e-mail gratuite: di fronte al gigabyte offerto dall’azienda di Mountain View, i 4 megabyte delle caselle di posta di Yahoo! e i 2 di Hotmail sono sembrati da subito poca cosa.
Logico, quindi, che le contromosse passassero per un aumento della capacità della casella di posta: Yahoo l’ha portata prima a 100 Mbyte (nello scorso giugno) e, parrebbe, a 250 Mbyte (non a caso, lo stesso quantitativo promesso da Microsoft per Hotmail in estate).
Pur confermata dai vertici di Yahoo!, la notizia ha evidentemente spiazzato qualcuno in seno all’azienda: lo spazio promesso è ancora di 100 Mbyte, e tale è ancora il quantitativo a disposizione di chi crea una nuova utenza di posta elettronica gratuita.
Il vantaggio su Hotmail è comunque elevato: 100 a 2 (Mbyte); tra Yahoo! e Microsoft c’è pareggio per quanto concerne lo spazio delle caselle a pagamento, pari a 2 Gbyte.

Motori & dolori La battaglia non si gioca solo sul terreno della capienza: gli standard per l’antispam stanno parimenti a cuore ai colossi e in questo campo Yahoo! ha risposto a Microsoft contrapponendo Domain Keys al Sender Id patrocinato in quel di Redmond.
Domain Keys è un sistema (trasparente per l’utente) che crea una firma digitale per la posta in uscita, per evitare spoofing e phishing: in altre parole, garantisce la provenienza del mittente. Il controllo sulle chiavi deve però essere effettuato sui server mail di chi riceve il messaggio e non è così scontato che tutti i provider lo implementino.
Difficile che lo facciano per esempio Microsoft e America On Line, legati a Sender Id: l’azienda di Gates ha pescato il jolly rilasciando una correzione alla propria proposta di standard, che lo rende compatibile con la prima versione di Sender Policy Framework (un altro sistema antispam alla base dello stesso Sender Id), supportata da Aol.
Secondo quest’ultima, “ora è possibile per chi usava già Spf migrare a Sender Id: oltre 100 mila domini con record Dns della prima versione di Spf non dovranno così cambiare le proprie liste di Dns”. La situazione resta fluida e non condanna certo Yahoo!: anzi, l’azienda di Sunnyvale sta cercando di portare dalla propria parte Google ed Earthkink. La partita sembra tutta da giocare, e si svolge tra i sostenitori dell’autenticazione basata su Ip (Sender Id) e su firma digitale (Domain Keys).

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