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Lycos: dura poco lo screensaver antispam

Scritto da Guido Sintoni

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Il meccanismo di distribuzione non si rivela solido: è stato bucato a pochi giorni dal debutto! Internet: le notizieContro lo spam
I fatti sono noti: Lycos Europe ha lanciato una campagna che - all’insegna del “Make love not spam” - si propone di sottrarre agli spammer lo strumento necessario per compiere la propria attività: la banda.
Il meccanismo è semplice: ogni client su cui è installato lo screensaver distribuito da Lycos invia richieste di tipo Http-Get verso server che l’azienda ritiene appartenenti a spammer: un distributed denial of service probabilmente efficace, ma non proprio tollerato da tutte le legislazioni mondiali.
In diretta dalla rete Mentre da Lycos arrivano rassicurazioni al riguardo (“Abbiamo controllato: è legale. E in ogni caso i server degli spammer non andranno al di sotto del 5% di banda”), emergono già due problemi.

Il primo è legato alle formule di tariffazione a consumo della banda (si pensi al caso di navigazione con Gprs o simili formule sulla banda larga): dimenticarsi lo screensaver può costare (magari non caro, ma in ogni caso comporta costi aggiuntivi).
Il secondo riguarda Lycos: il sito Web da cui si scarica lo screensaver è stato bucato. Il 30 novembre, infatti, i tentativi di download si sono scontrati con un messaggio beffardo: “Sì, attaccare gli spammer non è corretto, e tu lo sai, non dovresti farlo. Il tuo indirizzo Ip e la tua richiesta sono stati tracciati e girati al tuo provider per eventuali azioni”. Stavolta sono stati i cattivi a farsi giustizia: o meglio, più che giustizia, a farsi beffe di di chi voleva attacarli.

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