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Dial-up veloce alla prova
Abbiamo testato i due nuovi servizi di connessione accelerati di Wind e Tin Osservatorio connessioniInternet: tutte le notizieWind e Tin provano dunque un lifting per l’accesso a Internet in dial-up (l’annuncio per entrambi i provider è della scorsa settimana: [qui per Tin e qui per Wind. Lo spingono, con rinnovato coraggio, nel gran gala dell’Internet moderna, sempre più affollato di suoni, immagini e video.
Connessi & connessi I fatti. Wind e Tin hanno lanciato due servizi per accelerare la connessione via modem 56K o Isdn. Di quanto? Di sei volte, dice Wind; di tre, secondo Tin.
MyTech ha deciso di scoprire quali sono i vantaggi effettivi di questi servizi: li ha testati, per un paio d’ore, in varie situazioni. Risulta che, per la velocità sul Web, Wind è un po’ troppo ottimista, mentre Tin dice il vero. I due servizi, in questo caso, non sono quindi molto diversi e in genere riescono a accelerare di circa tre volte la visualizzazione dei siti. Meno bene se la cavano con le altre applicazioni: posta elettronica e ftp, per esempio.
Come funzionano. Il Web si accelera con facilità poiché gli operatori comprimono sia i testi sia le immagini delle pagine. Questi servizi: fanno passare i dati da un server proxy, che li comprime e poi li invia all’utente. Non è un’idea nuova, bene inteso: è applicata dai molti Internet accelerator presenti, da anni, in Rete.
Wind e Tin hanno avuto però il merito di lanciare, per primi tra gli operatori nostrani, quest’idea al pubblico di massa italiano tramite due programmi semplici e gratuiti.
Quasi tutti gli altri Internet accelerator presenti in Rete sono basati invece su un canone mensile. In realtà, il servizio è davvero gratuito solo nel caso di Wind. Tin, infatti, per le connessioni accelerate fa pagare uno scatto alla risposta più elevato: 12 euro cent. Quasi il doppio del normale e pari a circa 10 minuti di connessione).
Le tariffe al minuto. Vengono applicate le stesse tariffe del normale dial-up, sia per Tin sia per Wind, che applica inoltre lo scatto alla risposta standard (6,19 euro cent). Sono quindi le tariffe a fare la principale differenza tra i servizi dei due operatori. Le opzioni dei programmi sono invece simili: entrambi, per esempio, permettono di calibrare la compressione delle immagini visualizzate nei siti.
Più sono compresse, meno belle appariranno; fino a non avere più contorni definiti e a dare solo un’idea vaga degli oggetti raffigurati. Anche con livelli di compressione medi, però, la navigazione risulta velocizzata di almeno due volte. Lo conferma il software di Wind: a differenza di quello di Tin, ha un menu di statistiche che indicano, momento per momento, quanto si è riusciti a risparmiare grazie alla compressione.
Si naviga a consumo. Navigando fino a visualizzare l’equivalente di 2 MB di pagine Web, durante il test si è visto che la quota in realtà scaricata era solo di 650 KB. La ratio di accelerazione, indicata sul software, è stata quindi pari a 3 (in dettaglio, 4 per i testi e 2 per le immagini). Il rovescio della medaglia non è tanto il tempo della Cpu sottratto dalla decompressione software: è limitato; piuttosto, può pesare il fatto che per usare il servizio bisogna connettersi con il provider che lo fornisce. E poiché Wind e Tin non hanno tariffe flat-rate, ne deriva anche l’obbligo di navigare a consumo.
Quando vale la pena. Il gioco potrebbe valere la candela, però, soprattutto per gli utenti che si connettono solo per navigare, che è l’applicazione meglio supportata da questi software. Il test non ha mostrato infatti significative accelerazioni del servizio e-mail (invio o ricezione), il cui traffico ha avuto una ratio pari a 1 nelle statistiche del software di Wind. Il quale non ha invece mostrato segni di vita quando si è tentato un download via ftp. Il software di Tin, a riguardo, sembrerebbe più promettente: nelle sue impostazioni avanzate è possibile indicare protocolli ulteriori su cui fare valere la compressione. Non si è riusciti però ad aprire le directory di un server ftp (ne sono stati provati tre) quando era attiva la compressione di Tin: inconvenienti del proxy.
Il futuro del dial-up. In ogni caso, sembra che i due provider intendano continuare a investire sulla tecnologia dial-up e forse in futuro alcuni problemi, emersi da questo test, saranno risolti. Il punto è infatti che, come segnala alla stampa Francesca Reich, Responsabile Marketing di Tin.it, il dial-up ha ancora un futuro per gli operatori. Continua ad attrarre tre categorie di utenti: i neofiti, ancora non convinti a passare all’Adsl; coloro che non ne sono coperti e coloro che non ne sono interessati perché si limitano a navigare e a usare la posta. Attività per le quali, dice Reich, la banda larga non è poi così importante.





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