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Icann: il dominio dei telefonini

Scritto da Tommaso Pericle

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Arriva l’ok per il suffisso .mobi_. » Internet: le notizie» Icann
Il mondo della telefonia mobile avrà presto il suo dominio. Icann, l’organizzazione che per tutto il mondo gestisce i domini Internet ha dato l’ok preliminare al suffisso .mobi, fortemente voluto da Nokia, Vodafone e Microsoft, i primi tre sponsor del dominio a cui si sono aggiunti i bei nomi dell’hi-tech e il potentissimo gestore di telefonia cellulare tedesco T-Mobile.

In diretta dalla rete A differenza dei più comuni siti .com, .org, .it eccetera, sotto .mobi troveranno casa siti e servizi disegnati in modo da adeguarsi ai limiti dei telefonini cellulari: niente grafica troppo complicata per le scarse capacità dei piccoli schermi da taschino, niente spezie multimediali che potrebbero risultare indigeste per i semplici browser dei cellulari e in generale niente fronzoli che oltre a essere lenti da scaricare potrebbero costare un occhio della testa agli utenti, visto che in molti casi il download si paga un tanto al chilo(byte).

I siti per i telefonini. La possibilità di identificare “a colpo d’occhio” i siti adatti ai telefoni dovrebbe dare grandi vantaggi pratici al popolo dei navigatori “via cellulare”, visto che potrebbero essere selezionati facilmente gli spazi web per le comunità mobili, dal peer-to-peer alle chat via telefonino, con la sicurezza che i contenuti che si andranno a scambiare siano veramente adatti ai piccoli device. Inoltre il .mobi potrebbe diventare una specie di “marchio di qualità” per non prendere bidoni via radio, dal momento che solo selezionati provider e operatori potranno usarlo: dunque saranno sviluppate politiche specifiche per evitare spamming e trasmissione di virus. Ciliegina sulla torta, il .mobi supporta anche la geolocalizzazione; quindi in un futuro più o meno prossimo cercando poniamo “banca.mobi” potremmo avere sul cellulare la dislocazione degli sportelli bancomat in quel momento più vicini a noi.

La rabbia di Tim Berners Lee. Non tutti sono entusiasti. Già nel maggio scorso Tim Berners Lee (il “papà” del protocollo http), che da sempre lotta contro la proliferazione dei domini web, si è scagliato in particolare contro il .mobi, accusandolo senza mezzi termini di essere “in contrasto con la filosofia e il progetto di Internet”.
Innanzitutto, perché sarebbe un dominio riservato a ristrette categorie di utenti, in particolare le industrie di hardware e gli operatori mobili. Secondo Berners Lee, già questo basterebbe a disgregare l‘“indipendenza del device”, cioè la possibilità di collegarsi alla Rete con qualsiasi apparecchio, Pc, telefono o aspirapolvere che sia, una libertà che è una delle colonne portanti del Web.

“Il Web deve funzionare indipendentemente dall’hardware, dal software e dalla rete (fissa o mobile, ndr) usato per l’accesso” scrive Barners Lee, mentre oggi il termine “mobile” implica “connessioni intermittenti e di breve durata, interfacce utente semplificate e ampiezza di banda ridotte all’osso”. Questi, con buona pace del guru, sono esattamente gli stessi argomenti di coloro che spingono per l’adozione di .mobi, con la differenza che questi ultimi invece di vederci una disgregazione dell’integrità del Web sognano la creazione di un ecosistema magari semplificato nell’aspetto ma sostanzialmente più usabile per i servizi in mobilità.

Per il lavoro. Oltre al .mobi, Icann ha anche pre-approvato il dominio .jobs, destinato al mondo del lavoro. Uno dei tanti utilizzi possibili è quello che scrivendo per esempio “Microsoft.jobs” si possa subito accedere alla parte del sito in cui si trovano le opportunità di lavoro, evitando di affollare inutilmente le homepage delle aziende.
Icann invece non ha ancora deciso nulla per le altre proposte di domini che ancora attendono una risposta: .asia per i siti asiatici, .cat per la Catalogna, .mail per le risorse antispam. Soprattutto, rimane aperta l’annosa questione .xxx per i siti porno, argomento tabù visto che ogni volta che Icann prende in mano la patata bollente scoppiano polemiche furiose.

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