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La lunga mano di Mpaa colpisce gli swapper europei
Un nuovo giro di vite poliziesco contro il file sharingMusica, film e diritto“E non dite - potrebbero ora tuonare vertici e portavoce di Motion picture association of America - che non vi avevamo avvertiti”.
Destinatari della minacciosa esclamazione sarebbero senza dubbio i circa 40 responsabili di servizi basati su o correlati a Bit Torrent, Edonkey e Direct Connect arrestati oggi dalle forze dell’ordine finlandesi e olandesi, nel corso di una massiccia operazione anti-pirateria che ha toccato - con conseguenze sin qui ignote - anche il suolo transalpino.
Giusto nei giorni scorsi e dopo ripetuti allerta Mpaa aveva reso pubblici su vari organi di informazione i propri bellicosi propositi di intervento contro lo scambio illegale di file video. Propositi che si sono concretizzati, come mostrano i seguenti casi, in maniera pressoché immediata.
Arte fra diritto e illegalità In Finlandia, un’operazione condotta coralmente dalla locale polizia e dall’Interpol con il decisivo contributo del provider Internet Elisa, ha condotto all’arresto di 34 persone, tutte coinvolte nella gestione di un sito che sfruttava le tecnologie di Bit Torrent e al quale faceva capo un totale di circa 10 mila utenti. A costoro il servizio offriva la possibilità di scaricare film, videogiochi o clip ed è per la natura illecita di queste operazioni di download che gli amministratori fermati rischiano adesso sino a due anni di carcere, senza contare i probabili procedimenti legali in arrivo dai detentori del diritto d’autore.
Pressoché contemporaneamente, nei Paesi Bassi, l’organizzazione contro la pirateria Brein e i servizi investigativi della Tributaria nazionale provvedevano al blocco di undici server e al contestuale arresto di otto persone. Il tutto, nel quadro di un’azione diretta contro i siti Releases4u e Share Connector, capaci di fornire l’accesso a film, musica e giochi a un totale di circa 50 mila navigatori attraverso il collegamento a macchine appartenenti alla rete di Edonkey.
Nella liberale Olanda, il blitz è stato preceduto (questo è quel che dicono le fonti) da tentativi di intavolare una trattativa con i responsabili dei due siti, sfociati però in un nulla di fatto.





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