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Wikinews, libera informazione per tutti
Dalla fervida creatività di Jimmy Wales, una inedita creatura enciclopedicaCreato sul modello di Wikipedia, Wikinews se ne differenzia per il baricentro, che nel suo caso è spostato sul mondo dell’informazione più che sulla conoscenza a carattere enciclopedico.
Esattamente come Wikipedia, però ha un’impostazione di base di tipo open source e ne condivide la paternità, quella del visionario Jimmy Wales.
Inoltre, così come l’enciclopedia collaborativa più famosa del Net non è supportata da un vero e proprio staff editoriale che provvede alla sua alimentazione, alle spalle di Wikinews non esiste una redazione e la gestione delle notizie che quotidianamente affluiscono al sito è affidata all’impegno volontario dei suoi membri, fra professionisti e semplici lettori che decidono di sperimentare il passaggio dall’altra parte del medium.
Anche qui poi, ci sono da rispettare alcune regole. Sono poche e piuttosto semplici da apprendere e da applicare, ma ci sono. La principale è quella dei “quattro passaggi” di verifica, necessari a garantire all’impianto una ragionevole dose di attendibilità . Dopo le varie fasi di controllo, una notizia postata dal giornalista-Wiki giunge verso la fine del suo corso attraverso il processo di archiviazione e poi di pubblicazione ufficiale. In realtà, il ciclo di vita delle news non si conclude mai, poiché in qualunque momento, ognuna di essere potrà essere rettificata o ulteriormente ampliata, dall’autore originario o da qualunque altro partecipante.
Accanto alle regole “di funzionamento”, ce n’è un’altra di tipo politico-filosofico, sulla quale Wales ha voluto porre l’accento fin dai momenti iniziali della nuova avventura che si apprestava a intraprendere. Lo spauracchio che questi ha voluto evitare è che Wikinews potesse assumere le sembianze di un super-blog fatto solo delle segnalazioni di articoli pubblicati su altri organi di informazione o peggio di una versione un po’ casereccia ed edulcorata di Google News, il meta-giornale per antonomasia.
Per questo ha sempre sottolineato la necessità che i navigatori si sentissero coinvolti in prima persona nel suo progetto ed evitassero di limitarsi a dei copia-incolla di notizie recuperate qua e là da altre fonti per privilegiare invece la fornitura di contributi informativi originali.
Nel momento in cui scriviamo, il servizio è ancora in versione “beta” ed è disponibile sia in lingua inglese che in tedesco. 180 sono gli articoli pubblicati dal momento dell’esordio online che risale al mese scorso.





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