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Terremoto in Asia: paure e testimonianze nei forum su Internet
» In Rete e oltreMILANO (Reuters) - Anche Internet ha offerto una dramatica vetrina, online, sul devastante terremoto che domenica ha colpito il sudest asiatico. A foto e testimonianze dei giornali, alle inquadrature televisive, la Rete ha infatti aggiunto una particolare dimensione individuale alla tragedia dei Paesi dell’Oceano Indiano colpiti dal sisma, con una raffica di messaggi rimbalzati in questi giorni tra cybernauti, da casa propria o dai Paesi colpiti.
Una delle “vetrina online” più significative, su quanto accaduto in Thailandia è all’indirizzo www.travelforumorg/Thailand, dove l’archivio dei messaggi scandisce un singolare mosaico sul disastro. Il giorno stesso del sisma, domenica scorsa, “Cinny” firma l’ultimo messaggio prima dell’apocalisse: “Quanto costa girare sugli autobus?, chiede. Due ore dopo, da Phoenix, Arizona, Dave lancia l’allarme citando Cnn: “A chiunque abbia contatti a Phuket, il più forte terremoto degli ultimi 40 anni… Phuket evacuata”.
In Rete e oltre UN ITALIANO RACCONTA: DALLA COLLINA UN PANORAMA ORRIBILE
Gli risponde Steven, con un messaggio scritto “A Kata Beach 200 metri dalla spiaggia”. “Non c’è stata nessuna evacuazione da Phuket. Alcune enormi onde, alcune persone morte, paura di una seconda ondata ma è tutto tranquillo e la gente fuggita nelle zone più alte sta tornando. Sembra che i media stiano esagerando…”. “Potete dirci di più? Siamo in Australia e tra qualche giorno voliamo a Phuket…”, chiede poco dopo Tracey. “Se devi volare a Phuket potresti ripensarci… c’è poca gente sulla spiaggia, sedie ed ombrelloni sono spariti… l’hotel c’è ancora, il muro di cinta è (parzialmente?) distrutto” le risponde Anon, che si trova a Kata. David Bailey chiede vagamente informazioni su amici che sono “da qualche parte in vacanza sull’isola di Phuket. Ogni informazioni sarà gradita…”
Di un italiano che si firma Claudio, una delle testimonianze più dettagliate dal posto. Racconta di essersi svegliato sentendo la casa scuotersi. “Non una scossa forte, ne ho sentite di più forti in Italia… alle 10 il mio vicino tedesco è venuto ad avvisarmi che la strada per Raway era allagata… abbiamo lasciato la casa e siamo andati verso le colline. Arrivati ad un punto panoramico, la vista di sotto è stata orribile ed ho capito all’improvviso che era successo qualcosa di terribile… il mare davanti a Kata Thani Noi non esiste più, la sabbia si estende per centinaia di metri, forse miglia… ho tremato all’idea di cosa sarebbe successo quando l’acqua fosse tornata…”.
GERD PREOCCUPATO PER LA SORTE DELLE MASSAGGIATRICI
Il giorno dopo, Gerd si dice preoccupato per la sorte delle massaggiatrici: “Le capanne sono sparite, c’è solo qualche cuscino sulla sabbia. Molta gente era sulla spiaggia quando è arrivata la seconda ondata e sono fuggiti per salvarsi”. Le richieste di informazioni su località e strutture alberghiere particolari si moltiplicano. Jim dal canto suo, invita a non isolare la Thailandia.
“Ricordate che è stata colpita solo la costa occidentale qui, così Samui, Hua hin, Pattaya valgono ancora una visita. Non cancellate i vostri viaggi in Thailandia, molte economie locali in questa stagione sono basate sui turisti… la Thailandia per affrontare al meglio i problemi ha bisogno di soldi dall’estero..”. Mat dal canto suo chiede informazioni su come raggiungere Phuket per aiutare come volontario i soccorritori. Gli risponde Claudio: “Non c’è molto da fare qui, pochi senza tetto polizia ed esercito lavorano duro… consiglierei di aspettare tra una settimana sapremo di più”. Ma c’è anche chi è già disposto a partire, come turista con tanto di bambini di 4 anni e 11 mesi. Come una famiglia norvegese. Che però prudentemente chiede: “Ci preoccupa il rischio di infezioni per i bambini. E’ sicuro venire lì?”.





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