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Studiare Internet per combattere (anche) l’Alzheimer
Lo confermerebbero le opinioni di un numero crescente di studiosi e ricercatoriLo studio di Internet e in particolare della stabilità che caratterizza le sue connessioni, potrebbe un giorno essere d’aiuto alla lotta di alcune gravi malattie che affliggono la nostra società, dalla schizofrenia al morbo di Alzheimer.
Per la prima volta, da quando la Rete è diventata un oggetto di studio da parte di diverse discipline, si afferma con ragionevole certezza che il cervello e il sistema nervoso lavorano in maniera simile al Net e ai network a esso assimilabili. Pertanto, le tecniche applicate all’ottimizzazione del funzionamento di questi ultimi potrebbero presto cominciare ad essere applicate con successo anche all’organismo umano.
Rete & reti Una spinta decisiva all’affermazione di queste teorie è arrivata da uno studio del World Wide Web realizzato nel 1998 e ripreso più avanti da un articolo pubblicato sulla rivista Scientific American. La ricerca si focalizzava principalmente sugli aspetti strutturali dei nodi e sulla loro organizzazione in Rete, sconfessando il paradigma che la voleva basata su criteri di casualità.
L’ultimo dei progressi della ricerca compiuti in questo senso è stato realizzato con il contributo di alcuni grandi soggetti impegnati nell’Ict fra i quali Ibm. I suoi risultati sono freschi di pubblicazione nella rivista scientifica Physical Review Letters.





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