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Icann-Verisign, la partita sul .net è anche politica

Scritto da Tommaso Pericle

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La Corporazione alle prese con una decisione di valore simbolico e strategico» Internet: le notizie» Icann
Il contratto di Verisign per gestire il dominio .net scadrà nel prossimo giugno e Icann, la Corporazione che “governa” i domini Web sta già vagliando le proposte per trovare il successore o per confermare la stessa Verisign.
La comunità Internet assiste con un pizzico di apprensione le grandi manovre attorno al dominio, che nei fatti è il più importante dell’intero Web.
Non tanto per il numero di siti registrati, quelli sotto .com sono molto più dei 5 milioni che hanno trovato casa sotto .net, quanto perché moltissimi punti nevralgici della Rete delle Reti sono di pertinenza del .net.
Tanto per fare un esempio, sono .net tutti e quattro i name server del whitehouse.gov, cioè lo spazio Web della Casa Bianca. La residenza di Bush è in buona compagnia, visto che sotto .net ci sono anche i Dns dei siti di Microsoft e di Amazon così come quelli dei principali servizi segreti americani.
Per capirci, ciò significa che se per un colpo di bacchetta magica dall’oggi al domani sparisse il .net, buona parte dell’e-government a stelle e strisce verrebbe istantaneamente oscurato. A completare il quadro, moltissimi mail server dei più grandi provider del mondo sono targati .net, tanto che Verisign stima che ogni giorno direttamente o indirettamente vi transitano 155 miliardi di messaggi e-mail.

In diretta dalla rete Oltre che una imponente sfida tecnologica, visto che dalla sua stabilità dipende in grandissima parte l’esistenza stessa del Web, la gestione del .net è anche un importantissimo nodo politico, e finora non è mai stato messo in discussione l’assioma che nella stanza dei bottoni ci fosse un’istituzione statunitense.
Oggi questo dogma comincia a vacillare e Icann, che da tempo segue la politica dell’apertura del Web a realtà esterne agli Stati Uniti, si trova a dover fare i conti con candidature qualificatissime che vengono da tutto il mondo: per gestire il .net si è fatto avanti Denic, il consorzio tedesco che gestisce .de, il dominio nazionale della Germania: dopo il .com, è il dominio che conta più siti al mondo.
Sempre dall’Europa viene la proposta di Affilias, che dall’Irlanda gestisce il .org e il .info. Non mancano poi joint venture transnazionali, anzi, addirittura intercontinentali: Neu Level, il gestore del .biz ha sede negli Stati Uniti ma è in società con la registration authority giapponese e Core++ che unisce i gestori dei domini coreani, brasiliani e sudafricani.

Nello scegliere il successore di Verisign, Icann ha dunque l’opportunità di dimostrare, con una eventuale scelta di rottura, la volontà di ergersi come organismo sovranazionale in grado di infischiarsene delle pressioni di chi vorrebbe un Web mondiale a parole ma americano nei fatti.
Una volontà più volte affermata e rafforzata da atti concreti, come durante la conferenza di Kuala Lumpur quando ha fatto partire il procedimento per affrancarsi dal controllo del Dipartimento del commercio Usa.
E prima ancora a Roma dove ha fatto nascere il suo “braccio politico” con il mandato preciso di aprire sempre più la Rete alle istanze che vengono da ogni parte del mondo e non solo da Washington e dintorni. Tanto più che i rapporti tra Icann e Verisign si sono piuttosto deteriorati nell’ultimo anno, con lunghe vertenze legali.
Con una mossa un po’ pilatesca, Icann tenta di sottrarsi dall’imbarazzo di dover scegliere tra un americano scomodo e quattro consorzi “extra-usa” affidando la scelta a una terza parte, un’azienda che sarà incaricata espressamente di valutare le candidature. Per Marzo scopriremo il nome del vincitore, e anche se il Web saprà essere un po’più “world wide” o rimarrà sempre sbilanciato verso gli Stati Uniti.

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