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Adsl: Telecom Italia, addio

Scritto da Giulio Boresa

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Addio a Telecom Italia, per l’Adsl e per la voce. Potrà farlo tra un anno almeno metà della popolazione italiana, in massa e senza inconvenienti, avendo pronta un’alternativa completa: sia Wind sia Fastweb hanno infatti dichiarato che entro il 2006 ne serviranno, separatamente, il 45% (contro gli attuali 18 e 30%) con le proprie reti. Rispettivamente, 500 e 600 comuni. È quindi prevedibile che oltre il 50% degli italiani sarà coperto almeno da uno dei due.
Wind sta già sgranchendo i muscoli per la sfida che verrà: ha lanciato una nuova offerta per gli utenti full unbundling: Adsl e chiamate nazionali flat a 34 euro e 95 al mese. “È un prezzo molto basso perché è promozionale e riservato solo alle prime migliaia di abbonati. Poi sarà più alto”, dice a MyTech il direttore marketing di Libero Antonio Converti.
In gara c’è anche Tiscali, che ora copre con lo shared access il 25% dei doppini. Entro breve, secondo il responsabile per le attività consumer Pierpaolo Festino, “si passerà al 30% ed entro la fine dell’anno anche oltre, per raggiungere 350 comuni”. Tiscali e Wind faranno la copertura grazie all’unbundling (mettendo i propri Dslam nelle centrali di Telecom).
Sarà così nella maggior parte delle nuove zone coperte da Fastweb, che però in alcune porterà anche la fibra. Inoltre da quest’estate avrà anche un’offerta shared access: sarà possibile avere l’Adsl di Fastweb pur restando con Telecom Italia. Saranno insomma mesi caldi per la guerra tra i maggiori operatori italiani. Diventeranno concorrenti più temibili per Telecom, che ha pure una nuova carta da giocare: la Tv su Adsl 4 Mbps.


Connessi & connessi
La crescita delle loro infrastrutture è un vantaggio anche per gli utilizzatori, in molti sensi. In primo luogo perché matureranno alternative a Telecom e al suo canone base. Poi, perché le Adsl di Fastweb e quelle associate all’unbundling di Wind e Tiscali hanno velocità piuttosto elevate in rapporto al prezzo. Wind e Tiscali offrono infatti 2/0,256 e 3/0,512 Mbps (rispettivamente) ai propri utenti unbundling, a 29 euro e 95 al mese: lo stesso canone comunemente versato per un’Adsl a 1.280/256 Kbps.
Bisognerà aspettare l’offerta shared access di Fastweb per capire se anche in questo caso il rapporto velocità/prezzo sarà migliore rispetto agli standard di mercato. Il punto è che gli operatori, quando usano le proprie infrastrutture per fornire l’Adsl, possono risparmiare a monte ed essere autonomi nella scelta dei tagli Adsl e dei Dslam da usare (ora Wind e Tiscali montano quelli Adsl 2, che arriva a 20 Mbps, contro gli 8 Mbps di Adsl 1).
Al contrario, se acquistano l’Adsl all’ingrosso da Telecom hanno minori margini di profitto e minore libertà di azione. Un problema accusato e descritto a MyTech sia da Tiscali sia da Wind. Il che si ripercuote sul servizio offerto ai clienti.

Terzo vantaggio: le nuove coperture spianano la strada all’arrivo di servizi aggiuntivi. Wind e Tiscali avranno, entro l’estate, il VoIP (al lancio solo per i rispettivi utenti unbundling). Wind nello stesso tempo lancerà la Tv su Adsl. Presenterà un canone che include in bundle telefonate VoIP, Tv e Adsl, per gli utenti shared access o full unbundling.
I primi avranno una linea di Telecom Italia e poi una VoIP/Adsl/Tv di Wind. Ai secondi, Wind darà invece due linee e altrettanti numeri di telefono: una normale (Pstn) e una VoIP, con relativi canoni. Non è possibile, per risparmiare sul canone, abbandonare Telecom e avere solo la linea Adsl e VoIP di Wind. La relativa linea voce tradizionale sarà portata comunque, “poiché Telecom ci farebbe pagare canone maggiorato, full unbundling, per ogni nostro utente shared access che la abbandona”, spiega Antonio Converti.
Al momento, inoltre, non è possibile attivare l’Adsl di Wind se non si ha in partenza, la linea voce di Telecom. “Offriremo però questo servizio da metà anno su doppino aggiuntivo”, ha aggiunto Converti. È una possibilità che svariati provider “minori” stanno sperimentando: è il caso di Ngi, Mc-link, Sì Adsl, Aruba, Telvia. Tiscali e Tin, dopo aver seguito questo esempio, hanno smesso nel primo bimestre dell’anno.
Tiscali continuerà tuttavia a fare shared access e userà solo il VoIP per dare agli utenti una linea voce alternativa a quella di Telecom. Che, a sua volta, continua a investire in infrastruttura sperimentando la Tv su Adsl. Durante la recente conferenza sui risultati 2004 ha infatti annunciato che a giugno lancerà il servizio su quattro città italiane, pronte a diventare 20 entro l’anno (pari al 25-30% della popolazione). Per la Tv su Adsl c’è bisogno di una linea almeno a 4 Mbps: Telecom intende inaugurarla ad aprile.

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