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Web, firmato il “p@tto di Sanremo” da governo e 50 sigle settore

Scritto da Ilaria Polleschi

Hilary Swank
SAN REMO (Reuters) - Un’alleanza operativa e un tavolo di confronto pubblico-privato per lo sviluppo dei contenuti digitali: con questo intento nasce il “p@tto di Sanremo”, siglato oggi nella città dei fiori dal governo e da una cinquantina di diversi soggetti — imprese multimediali e di telecomunicazione e produttori di contenuti — che operano per gestire la cosiddetta “rivoluzione digitale”, ossia i diversi contenuti immessi sulla Rete, dalla musica al cinema all’editoria.Musica dell’altro mondo! L’accordo è stato promosso su iniziativa del ministro per l’Innovazione e tecnologie Lucio Stanca, di concerto con il ministro per i beni e attività culturali, Giuliano Urbani, e quello per le Comunicazioni, Maurizio Gasparri.

“Abbiamo chiesto la collaborazione di tutti gli attori che operano nel campo della creazione, distribuzione e accesso ai contenuti digitali”, ha spiegato oggi Stanca. “Fino ad ora c’era una relazione stretta tra contenuto e supporto fisico… ora la Rete sta alterando questo rapporto e di fatto non si compra più il supporto fisico, ma si accede direttamente ai contenuti digitali, (ossia) non si compra più prodotto ma si accede ad un servizio”.

Al patto si è arrivati dopo che nei mesi scorsi Stanca, Urbani e Gasparri hanno istituito anche una “commissione interministeriale sui contenuti digitali nell’era di Internet”, per capire le esigenze degli operatori del settore. Tra le linee guida del patto — a cui partecipano anche i ministeri delle Politiche comunitarie, delle Attività produttive, degli Affari Esteri, della Giustizia, dell’Istruzione e il dipartimento per l’Informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio — ci sono la promozione di “ambienti sicuri” per la fruizione e lo scambio di contenuti digitali, la trasparenza dei prezzi, la diffusione e la competitività dell’offerta, il favorire lo sviluppo e l’adozione di sistemi di Digital rights management.

“La Rete crea un accesso molto più ampio e più facile ai contenuti digitali: da una parte bisogna protegge chi crea e la proprietà intellettuale, che ha un valore anche economico, mentre dall’altra se si riesce a sviluppare il sistema ne traggono beneficio anche i consumatori, perché l’accesso è più semplice e diffuso, facendo diminuire i costi”, ha aggiunto Stanca, precisando che il patto è “unico nel panorama internazionale”. La pirateria tramite il Web, accusata da tempo di aver messo in crisi l’industria della musica e del cinema, secondo Urbani provoca danni economici per 4,2 miliardi di euro, oltre a 1,5 miliardi di mancati introiti Iva per lo Stato.

MULTE E RECLUSIONE PER CHI FA PIRATERIA A SCOPO DI LUCRO
Urbani ha annunciato anche il nuovo sistema sanzionatorio previsto dalle modifiche al cosiddetto “decreto Urbani” del 2004 sui contenuti digitali, che secondo le stime ha fatto diminuire la pirateria in pochi mesi del 25-30%. “C’è una divisione in tre categorie : per chi immette file nella rete a scopo lucrativo è prevista la reclusione da uno a quattro anni e una multa tra i 2.000 e 15.500 euro. Per chi immette file altrui a scopo non lucrativo si prevede una multa da 50 a 2.000 euro e la confisca, mentre per chi scarica i file da Rete è prevista una multa di 150 euro e la confisca”, ha detto Urbani, precisando che il sistema deve ancora passare l’approvazione della Camera.

L’accordo di Sanremo mira dunque a creare un ambiente digitale “sicuro” che incoraggi i titolari dei vari contenuti a metterli a disposizione sulle reti telematiche, creando un punto di confronto e collaborazioni tra chi è impegnato nella diffusione della cultura online.
Si ipotizza anche la messa a punto di possibili norme con l’obiettivo di non criminalizzare il cosiddetto peer-to-peer. Tra i sottoscrittori, ci sono Adiconsum, Aesvi, Afi, Agi, Anica, Bsa, Fastweb, Fieg, H3G, Mediaset, Rai, Microsoft, Sky, Sony, Siae, Sugar Music, oltre a Telecom, Tiscali, Vodavofone, Wind.

Per la Federazione dell’industria musicale italiana, l’accordo “costituisce un importante riconoscimento del valore della produzione musicale nell’era digitale”. Ad oggi, ci sono oltre un milione di titoli disponibili per lo scaricamento legale e oltre 150 piattaforme per la distribuzione di musica in Europa e in Italia e si prevede che in quattro anni la musica su internet rappresenterà il 25% delle vendite di musica, spiega in una nota la Fimi. “L’accordo di oggi stabilisce degli importanti principi che sono alla base dello sviluppo legale dell’offerta di musica e conferma che è nell’interesse di tutti i soggetti in gioco combattere la pirateria con misure efficaci e deterrenti appropriati”.

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