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Yahoo! agli sviluppatori: usate le mie ricerche!

Scritto da Guido Sintoni

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Motori di ricerca
Api: application programming interface. Tre lettere che, per chi sviluppa software, rappresentano la possibilità di costruire proprie applicazioni sulla base di tecnologie sottostanti e che, per chi le rilascia, aprono nuove opportunità di business.
In diretta dalla Rete A tre anni dalla mossa di Google, anche Yahoo! ha deciso di rilasciare le proprie interfacce di programmazione offrendole a chi decida di utilizzarle. Il canale prescelto è Yahoo! Search Developer Network, il neonato (è dichiaratamente in stato di beta) distributore di tecnologie made in Sunnyvale.

Per l’utente finale non cambia molto, almeno a breve: a meno che non si sia pratici di linguaggi di script quali Perl, Php e Python (non a caso, open source); il risultato più evidente per l’utente sarà la possibilità di imbattersi in piccole applicazioni scritte da terze parti, che si appoggino alle tecnologie di ricerca di Yahoo!

Il rilascio delle Api è una condizione quasi obbligata per incrementare l’uso di tecnologie sottostanti, ma non sempre sufficiente: il già citato Google, ad esempio, permette a sviluppatori di software non commerciale di eseguire ricerche sul proprio database di documenti Web direttamente dalle proprie applicazioni, e di usare i dati per le applicazioni stesse; ma l’interesse per la tecnologia Google non sembra essere mai definitivamente decollato.

Eppure, lo sforzo di Yahoo! in materia non è da poco: l’azienda di Sunnyvale ha aperto anche le Api di Overture Services, acquistata quasi due anni fa alla bella somma di 1,63 miliardi di dollari: Overture è specializzata nella vendita di banner pubblicitari derivanti da query specifiche, un campo che Google aveva già dimostrato essere molto florido e profittevole.

Le Api di Overture Services, prima disponibili per i soli grandi partner di Yahoo!, possono ora essere utilizzate una base d’utenza pressoché infinita. La mossa, parallela a quella di Yahoo! Search Developer Network, punta ad invogliare le società di marketing alla creazione di applicazioni che, ad esempio, illustrino i risultati di campagne mirate e basate sulle query introdotte nel motore di ricerca di Yahoo!.

Gli obiettivi sono chiari: riaffermare il marchio Yahoo! e riguadagnare terreno su Google, sperando che gli sforzi di Microsoft sul fronte dei motori di ricerca non intacchi le posizioni acquisite.

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